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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Coronavirus

Coronavirus, tensostrutture per i defunti: Brescia fatica a seppellire i suoi morti

Gli obitori degli ospedali bresciani sono colmi e il lavoro delle agenzie di pompe funebri si è triplicato: “In una settimana il tasso di mortalità di un mese e mezzo”

Le bare in attesa di sepoltura riempiono oltre misura gli obitori degli ospedali bresciani, tanto che al Sant'Anna di Brescia sono addirittura state allestite delle tensostrutture nel cortile per ospitare le salme. Anche le imprese di pompe funebri, come gli operatori sanitari, lottano ogni giorno per far fronte all’emergenza Coronavirus.

“Nell’ultima settimana si è registrato il tasso di mortalità che prima si aveva in un mese e mezzo”, ci spiega Valentino Cerri  -. "La mia è un'impresa di pompe funebri piccola, ma in queste settimane il lavoro è triplicato: di solito ci occupiamo di massimo due sepolture a settimana, nei giorni scorsi ci è capitato di farne ben 4 in un solo pomeriggio”. 

Stando ai dati aggiornati a mercoledì pomeriggio, nel Bresciano si sono registrati oltre 450 decessi a causa dell’epidemia di Coronavirus. La nostra, insieme alla bergamasca, è la provincia più colpita dal Covid-19. 

Anche la routine quotidiana di chi lavora nel settore delle pompe funebri è stata completamente stravolta: “Lavoriamo senza sosta da settimane, la media è di sepoltura è impressionate - racconta l'impresario funebre Crispiano Montanari -. Si parla di almeno 10 al giorno. Gli obitori sono pieni, così come i depositi provinciali e i forni crematori”.

Tanto che, per il ricevimento e la custodia temporanea dei feretri provenienti dagli ospedali di Brescia, sono state utilizzate anche la camera mortuaria del cimitero Vantiniano, la chiesa di San Michele e pure la casa del custode del Campo Santo di Via Milano. Non solo: qualora fosse necessario, il Comune garantirà la disponibilità delle sale di deposito e delle camere mortuarie degli altri cimiteri cittadini.

Cambiati e velocizzati anche i tempi: “La sepoltura deve avvenire il più rapidamente possibile - spiega Cerri -, mentre prima si avevano 24-48 ore di tempo, ora se ne hanno la metà per trasportare la salma al forno crematorio o al cimitero. Ho assistito a tanti drammi, ma in questo periodo ho visto scene scioccanti anche per noi del settore. È capitato che, mentre vestivo un defunto gli addetti dell’obitorio, mi facessero pressione per liberare la barella, perché serviva per un altro cadavere. Ho visto bare allineate nei cortili di ospedali, oppure nelle cappelle: sono immagini difficili da digerire”

Il sistema al momento regge: “Grazie anche agli impiegati dell’anagrafe che hanno velocizzato e snellito la burocrazia, riusciamo a ridurre i tempi di sepoltura”, conclude Cerri.

Cerimonie brevissime con pochissimi parenti ammessi: 10 al massimo, come ha stabilito il sindaco di Brescia Emilio del Bono. Nella maggioranza dei casi, però, non c’è nessuno ad assistere alla sepoltura, perché i familiari dei defunti sono in quarantena o stanno loro stessi lottando conto il Covid-19. 

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