Domenica, 25 Luglio 2021
Coronavirus

Il "lockdown schiaffo ai lombardi" di Fontana: e i 923 morti cosa sono?

L'editoriale

Non esistono decisioni prese per il bene collettivo, ma sempre e soltanto decisioni prese contro qualcuno a favore di altri. È questa la logica dominante nel nostro paese; da sempre. Il Nord e il Sud, i bresciani contro i bergamaschi, i migranti contro gli italiani. D'altra parte, forze politiche non fanno che cavalcare rabbia e frustrazione per la difficile situazione creata dalla pandemia. Sono gli straccioni del consenso, che per una manciata di 'like' sarebbero pronti a farsi un selfie tra le bare dei morti da Covid-19. Il bello che poi si riempiono la bocca con le parole 'patria' e 'nazione', ma non fanno che cercare di spaccarla questa 'patria' e 'nazione', in un momento in cui restare uniti, sorreggerci a vicenda, sarebbe fondamentale. É questo il populismo, è il triste spettacolo di Trump: la ricerca del potere per il potere, ad ogni costo, quale sia il costo.

L'egoismo dilaga. Tanti messaggi che arrivano al nostro giornale hanno del grottesco. C'è chi si arrabbia per gli aiuti a baristi e ristoratori, "nonostante l'asporto sia consentito", c'è chi si indigna perché negli ospedali di Brescia arrivano malati milanesi; tra un po' chiameranno 'stranieri' anche loro. Urla di sdegno perché "noi il lockdown e loro invece no", già dimentichi che - a causa della prima ondata in Lombardia - è stata chiusa l'Italia intera. A marzo in Sicilia era più facile contrarre la sindrome di Tourette che ammalarsi di coronavirus. Nonostante ciò, sull'isola è prevalsa la solidarietà nazionale e all'ospedale Civico di Palermo sono stati curati anche dei bergamaschi.

"Comunicare ai lombardi e alla Lombardia, all'ora di cena, che la nostra regione è relegata in fascia rossa senza una motivazione valida e credibile non solo è grave, ma inaccettabile": è stata la dichiarazione del presidente Fontana, dopo l'annuncio del governo che la Lombardia sarebbe diventata 'zona rossa'. "Uno schiaffo in faccia alla Lombardia e a tutti i lombardi", aveva persino aggiunto; senza limite, senza pudore. Non ha mosso un dito per far sì che la situazione non degenerasse a Milano, Monza e Varese, poi trova il coraggio di attaccare chi le decisioni le prende. Più o meno giuste, si intende, ma c'è almeno chi cerca di fare il lavoro per il quale è stato votato, e pagato: governare. "Senza una motivazione valida e credibile": dall'inizio del secondo lockdown, era il 6 novembre, i morti giornalieri sono stati 131, 108, 117, 99, 129, 152, 187 (una macabra media di 131 ogni 24 ore). Se la decisione del Governo è stata uno schiaffo, questi 923 lombardi deceduti in una settimana cosa sono?

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