Paolo ha quasi sconfitto il Coronavirus: "Tenuto in vita dalla mascherina per l'ossigeno"

Paolo, 38enne di Montichiari, è ancora ricoverato all'ospedale di Desenzano, ma tra poche ore potrebbe tornare a casa.

Gli incessanti beep delle macchine ospedaliere fanno da sottofondo al racconto di Paolo. Ha solo 38 anni e dallo scorso 6 marzo sta lottando contro il Coronavirus in letto del reparto di pneumologia Covid- 19 dell'ospedale di Desenzano. Il peggio è alle spalle, per fortuna:

"Ho ancora la polmonite, ma sono in via di guarigione e da due giorni non ho più la mascherina dell'ossigeno attaccata al volto 24 ore su 24, ma la uso solo di notte. È uno strumento di tortura, anche se serve per tenerti in vita: ti distrugge mentalmente. I medici mi hanno detto che forse domani mi dimettono: c'è un gran bisogno di posti letto e la mia situazione è molto migliorata, tanto che potrò continuare le cure da casa. Certo dovrò stare a letto, anche perché ho il fiato corto: dopo solo 5 passi vado in affanno".

Non è stato un percorso semplice il suo, e non sono mancati i momenti in cui ha temuto il peggio: "Un giorno i medici sono entrati nella mia stanza con una valigetta: all'interno c'era un respiratore. Come aveva evidenziato la seconda radiografia al torace, i miei polmoni erano praticamente un cielo a pecorelle. Mi hanno spiegato che da un momento all'altro avrei potuto smettere di respirare: mi sono steso a pancia in giù e mi hanno attaccato il respiratore. È stato il momento in cui ho avuto più paura: mi sono aggrappato al desiderio di tornare a casa da mia moglie e dal mio bambino. Per fortuna la terapia ha funzionato, altrimenti sarai stato intubato. In una sola giornata ho visto 5 persone della mia età venire intubate."

La paura di non farcela ha accompagnato Paolo per quasi due settimane, finché non è tornato a respirare autonomamente, senza la mascherina per l'ossigeno. "Tante persone che conoscevo non ce l'hanno fatta. Io sono stato fortunato: i medici che mi hanno curato dicono che potrei essere un caso da studiare, perché, abbandonata la prima terapia con alcuni antivirali, ho reagito molto bene alla seconda cura e sono quasi guarito."

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Non potrà tornare alla vita di tutti i giorni in breve tempo, ma tra qualche ora potrà quantomeno lasciare l'ospedale e terminare il lungo percorso di guarigione nella sua casa di Montichiari.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ha aperto il nuovo ipermercato: un maxi-store da 5.788 mq (e 120 dipendenti)

  • Terribile tragedia: bimba di 7 mesi muore soffocata da un palloncino

  • Tragedia sui cieli della Lombardia: aereo precipita e prende fuoco, due morti

  • Shampoo e docciaschiuma, fa il bagno nella fontana della piazza

  • Si sente male in classe, è positivo al tampone: nuova quarantena a scuola

  • Una frenata e poi lo schianto: padre di famiglia muore sul colpo

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
BresciaToday è in caricamento