Coronavirus

«No alla dittatura nazi-sanitaria»: mille in piazza contro green pass e vaccini

Nonostante non fosse autorizzata, la manifestazione no vax ha radunato mille persone

Digos, Squadra Mobile, Scientifica, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia locale: decine e decine di agenti impegnati per la sorveglianza di una manifestazione non autorizzata. Come ampiamente annunciato, nel pomeriggio di ieri in città un migliaio di persone si è radunato in piazza Vittoria per scandire slogan contro l'introduzione del green pass e contro il vaccino. Balli e canti accompagnati dal suono della chitarra, e le solite frasi fatte. Il covid? "Non è pericoloso, si cura a casa". Le mascherine? "Non servono a niente". Il vaccino? "Una sperimentazione di massa sulla pelle delle persone, noi non siamo cavie". Il green pass? "Una limitazione delle libertà personali, un passaporto di schiavitù". I politici? "Stanno instaurando una dittatura nazi-sanitaria". Questi alcuni degli slogan e delle risposte fornite dai presenti ai giornalisti locali presenti nella piazza. 

Nonostante il prefetto di Brescia nella mattinata abbia annunciato che i manifestanti non avrebbero potuto riunirsi in piazza Vittoria, i no vax hanno ugualmente occupato la piazza, declinando l'invito di utilizzare il cortile del Broletto (lo spazio in ogni caso sarebbe stato troppo piccolo per le presenze effettivamente registrate). In totale i presenti erano circa un migliaio, quasi tutti senza mascherina, senza alcun rispetto del distanziamento minimo di sicurezza. 

"Leader" ed animatore dei manifestanti è stato Mariano De Mattia, infermiere dell'Ospedale Civile di Brescia, che pur senza microfono o megafono ha scaldato gli animi della piazza urlando slogan e frasi ad effetto (nonché prive di fondamento) contro il vaccino, arrivando a "minacciare" denunce per "procurato allarme" a chi sostiene la pericolosità del virus. 

A uno degli ingressi della piazza, le forze dell'ordine hanno identificato le persone che entravano, chiedendo i documenti. Il prefetto Attilio Visconti ha confermato che «le forze dell’ordine procederanno con le attività di indagine necessarie identificare i promotori dell’iniziativa, che quindi saranno denunciati». Visconti, le cui parole sono riportate dal Corriere della Sera, ha annunciato che non si limiterà a indagare sui promotori: «Dovremo poi valutare eventuali violazioni alle disposizioni anti Covid, a partire dal rispetto del distanziamento, presupposto fondamentale in questo caso della libertà di manifestare. Brescia - ha concluso Visconti - ha sofferto tanto, non possiamo permetterci atteggiamenti come questi». 

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