Coronavirus Manerbio

Tamponi ai bambini senza i genitori, caos in paese: ma è soltanto una bufala

Smentita la fake news secondo cui a Manerbio si sarebbero fatti i tamponi ai bimbi di terza elementare senza che fossero stati avvisati i genitori

Foto d'archivio

Nessun bambino è stato separato dai propri genitori mentre venivano effettuati i tamponi a seguito della positività di uno studente di terza elementare, all'Istituto comprensivo di Manerbio, e tutti i genitori erano stati informati: questo è in estrema sintesi il commento del sindaco Samuele Alghisi e della dirigente scolastica Annamaria Alghisi in merito a quanto successo venerdì mattina a scuola. Sui social e non solo si era infatti scatenata un'invettiva poi smentita dai fatti.

Le parole del sindaco Alghisi

“Rispetto alle notizie che stanno circolando – spiega il sindaco – tengo a precisare che gli alunni della classe trattenuta hanno iniziato a tornare a casa, insieme ai genitori, intorno alle 13, mentre sin da subito sono stati informati dalla preside del problema. Tutti i bambini hanno effettuato il tampone in presenza del genitore, seguendo il protocollo Ats. Spiace che, in un momento tanto delicato, i fatti vengano distorti e manipolati”.

La precisazione della dirigente

Sulla stessa linea anche la dirigente scolastica: “I genitori coinvolti sono stati tempestivamente informati – scrive Annamaria Alghisi – e gli operatori dell'Ats hanno dato spiegazioni e risposto ai dubbi di tutte le famiglie: le azioni sono state intraprese con il consenso informato di ciascun genitore. Ci dispiace verificare che ci sono persone che strumentalizzano la situazione e forniscono informazioni non corrette, in un momento di grande criticità per la comunità manerbiese, già duramente colpita dal coronavirus nei mesi passati”.

Sul tema anche la chiosa del sindaco Alghisi: “Ricordo che Manerbio ha contato 150 morti, in soli due mesi, tra i residenti. Credo che sia ancora nella memoria di tutti noi lo sconforto, la sofferenza e la difficoltà di quei giorni. L'obiettivo è oggi più che mai quello di salvaguardare il diritto allo studio e soprattutto la salute degli studenti, degli insegnanti e del personale, e di conseguenza di tutta la comunità”.

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