Venerdì, 24 Settembre 2021
Coronavirus Ghedi

L'odissea di una ragazza bresciana: lasciata due ore da sola (di notte) fuori dall'ospedale

L'odissea di una giovane donna di Ghedi in isolamento fiduciario

Una vera e propria odissea quella che ha avuto per protagonista una giovane 33enne di Ghedi, in isolamento fiduciario a causa della positività al Covid 19 di un suo collega di lavoro. A seguito di un malore la ragazza è stata trasportata in ospedale a Manerbio e, dopo la dimissione, ha dovuto attendere due ore al freddo di notte prima di trovare una soluzione per tornare a casa.

La donna, che ha voluto restare anonima, ha raccontato a BresciaToday la spiacevole situazione che si è trovata a dover affrontare nello scorso fine settimana.

"Per due ore nell'area Covid, anche se negativa"

"Poco prima della mezzanotte di sabato scorso - spiega - ho accusato dei forti dolori all'addome mentre stavo parlando al telefono con un'amica che, allarmata dalla situazione, ha fatto scattare la macchina dei soccorsi. Dopo le prime valutazioni da parte del personale medico, un'ambulanza mi ha trasportato all'ospedale di Manerbio".

"Qui - prosegue - sono stata lasciata per due ore su una barella in un'area per pazienti Covid in quanto mi trovavo in isolamento fiduciario, sebbene negativa al tampone. Dopo qualche ora e l'escuzione di un solo prelievo delle urine, sono stata dimessa verso le 3 del mattino".

In piena notte, da sola, fuori dall'ospedale

Qui sono iniziati i problemi per la ragazza che doveva rientrare a casa a Ghedi. "Mi è stato detto di chiamare qualcuno per venirmi a prendere - prosegue - ma data l'ora e la mia condizione di isolamento non ho trovato nessuno disponibile. Ho provato a chiamare un taxi, ma mi è stato risposto che per pazienti potenzialmente positivi non sono attrezzati durante la notte. L'ambulanza che mi aveva accompagnato non poteva fare servizio per riportarmi a casa".

A quel punto la ragazza si è ritrovata da sola, al freddo in piena notte nel parcheggio dell'ospedale e ha deciso di chiamare i Carabinieri. "Non stavo bene, faceva freddo, è arrivata una pattuglia che mi ha spiegato di non poter fare nulla - conclude - solo verso le 5 sono stata autorizzata verbalmente a far venire due amiche con due automobili, in modo da poterne lasciare una a me per tornare finalmente a casa".

A seguito della permanenza in area Covid, ora la 33enne dovrà trascorrere un altro periodo di isolamento fiduciario e sottoporsi a un altro tampone prima di poter rientrare al lavoro.

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