Coronavirus

Chiusura forzata Covid: l'Art Club chiede risarcimento da 2 milioni di euro

L'attacco frontale di Madame Sisì contro un (presunto) esercizio illegittimo dell'attività amministrativa

Art Club di Desenzano

Madame Sisì, celebre proprietaria dell'Art Club di Desenzano, chiede un risarcimento di un milione e 988mila euro a Regione Lombardia, a causa della chiusura forzata della sua discoteca, ferma dal 23 febbraio dopo lo scoppio della pandemia. Sotto accusa ci sono l'ultimo Dpcm e l’ordinanza regionale del 21 ottobre, che vietano l'accesso ai locali di intrattenimento.

Scrive l'avvocato di Carlo Tessari – il vero nome di Madame Sisì – nell'atto inviato alla Regione e riportato dal Giornale di Brescia: "Al licenziatario e? garantita non solo una specifica tutela, ma un vero e proprio diritto ad essere risarcito qualora sia posto ostacolo temporaneo all’esercizio della licenza stessa dalla Pubblica amministrazione". Secondo il legale, l'indennizzo è dovuto quando la serrata è illegittima e quando – e questo sarebbe il caso dell'Art Club – non c'è stata "una effettiva, puntuale e specifica verifica da parte della Commissione Provinciale per i Pubblici Spettacoli delle reali ed effettive condizioni ostative".

Il proprietario dell'Art Club interroga la Regione su quali siano i parametri utilizzati per definire sicuro o meno un luogo rispetto a un altro, come ad esempio nel trasporto pubblico "ove vi e? un grande afflusso di persone". Si tratterebbe quindi di una scelta arbitraria, che avrebbe colpito solo certe attività a scapito di altre. Per l'avvocato, Alessandro Pozzani, un vero e proprio "illegittimo esercizio" dell'attività amministrativa, contro la quale è stata formulata la richiesta di indennizzo da quasi 2 milioni di euro.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Chiusura forzata Covid: l'Art Club chiede risarcimento da 2 milioni di euro

BresciaToday è in caricamento