Zaia, proposta shock: "Nome e cognome dei complottisti poi in ospedale vediamo"

E' una provocazione, chiaro: ma il presidente di Regione Veneto Luca Zaia non si risparmia contro i complottisti che negano il Coronavirus

Sta facendo inevitabilmente discutere la provocazione di Luca Zaia, presidente di Regione Veneto, che mercoledì pomeriggio in conferenza stampa si è scagliato in generale contro i complottisti e i negazionisti del Coronavirus, anche se qualche osservatore politico – come Bufale.net – ci ha visto anche una velata stoccatina al leader della Lega Matteo Salvini.

"Nome e cognome dei complottisti"

Ma non è questo il punto. Il tema è il durissimo affondo di Zaia su chi ancora oggi ha il coraggio di negare quello che è successo fino ad oggi. “Mi spiace che c'è qualcuno che teorizza il complotto, che dice che è tutta una farsa, che è tutta un'invenzione – dice il numero uno del Carroccio veneto – Certo i complottisti ci sono dappertutto, allora direi che chi vuole può iscriversi ufficialmente al complottismo, però consegnerà alla sanità regionale il suo nome e cognome, magari si mette un warning quando arriva in ospedale gli si chiede se è ancora complottista prima di curarlo”.

“La possiamo chiamare l'abdicazione del complottismo – dice ancora Zaia – perché se poi uno si becca il Coronavirus fa fatica a dire che è colpa dei marziani. Lo sto dicendo perché le migliaia di persone che si sono ammalate e che hanno perso la vita meritano rispetto”. Intanto prosegue la Fase 2.

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"Continuate a usare la mascherina"

“E' acclarato che il virus ha perso la sua potenza – continua Zaia – ma se qualcuno pensa che sia finita, si sbaglia: il virus c'è ancora, e l'uso della mascherina è fondamentale. E' inutile piangere quando poi si va in ospedale: la mascherina va usata nei luoghi chiusi e nei luoghi pubblici dove c'è assembramento. Non credo serva la repressione: la mascherina è fondamentale, e se un cittadino non capisce da solo che è per la sua salute, e quella degli altri, non so cosa devo fare”.

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