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Coronavirus, perché in Lombardia i casi aumentano. Fontana: "Presto la discesa verticale"

Negli ultimi giorni la curva è tornata a crescere, ma il numero dei tamponi analizzati è raddoppiato. In costante diminuzione il dato delle terapie intensive. Il governatore: "Il virus ha avuto una violenza inaudita"

Attilio Fontana (foto Ansa)

Coronavirus, perché in Lombardia i casi aumentano. Fontana: "Presto inizierà la discesa"

Dopo una fase di rallentamento, da mercoledì 8 aprile il numero dei contagiati in Lombardia è tornato a crescere di nuovo. Ieri sono stati registrati 1460 nuovi casi contro i 791 di martedì scorso. Per il governatore Attilio Fontana tuttavia la situazione è destinata ad evolversi in senso positivo. "La curva sta rallentando molto molto adagio, forse stiamo vedendo ancora le code del periodo in cui eravamo semi chiusi, ma mi auguro sia una questione di giorni per raccogliere i risultati delle misure di contenimento".

In Lombardia, ha detto Fontana in collegamento a ‘Centocittà’, su Radio1, "la gente ha capito che non era un vezzo emettere questi provvedimenti. Se tutti quanti faremo un ulteriore sforzo riusciremo a contenere il contagio. Sono convinto che presto inizierà la discesa verticale, abbiamo fatto un periodo di discesa moderata, ma presto inizierà una discesa più intensa, più violenta che interromperà il contagio". Il virus "è stato particolarmente violento in Lombardia - ha aggiunto Fontana -, perché molto probabilmente stava circolando nel nostro territorio già da parecchi giorni. Altrimenti non si spiegherebbe questa ondata di una violenza inaudita che non ha in alcun modo potuto essere controllata".

Ma da cosa dipende l’aumento dei casi registrato in Lombardia negli ultimi giorni? Come spiegano i nostri colleghi di MilanoToday, dall’8 aprile ad oggi il numero di tamponi analizzati dai laboratori lombardi è praticamente raddoppiato.  E va da sé che più tamponi vengono analizzati più emergono persone positive. Secondo i dati forniti dalla Protezione Civile, dall'8 aprile il numero di test svolti nella Regione si è stabilizzato a circa 9mila al giorno.

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I dati delle terapie intensive però lasciano ben sperare. Il "picco" è stato raggiunto venerdì 3 aprile quando nei reparti lombardi erano ricoverate 1.381 persone in terapia intensiva. Da allora è iniziata una lenta (ma costante) diminuzione. E nella giornata di domenica 12 aprile l'indicatore si è attestato a quota 1.176.
 

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