Coprifuoco in Lombardia: il 'grande' ritorno dell'autocertificazione

In arrivo il modulo per giustificare le uscite di casa dalle 23 alle 5, non appena verrà firmata l'ordinanza dal governatore Fontana

Sale l'attesa in Lombardia per sapere cosa succederà dopo la richiesta di coprifuoco dalle 23 alle 5 (a partire da giovedì 22 ottobre) avanzata da sindaci e Regione al governo Conte, che ha già ottenuto un primo via libera dal Ministro della Salute, Roberto Speranza. Di sicuro, L'autocertificazione per il coprifuoco in Lombardia
non appena verrà firmata l'ordinanza, chi verrà trovato fuori casa negli orari non consentiti dovrà autocertificare motivi di lavoro o di comprovata urgenza per giustificare l'uscita, proprio come durante il lockdown della prima ondata di marzo.L'autocertificazione per il coprifuoco in Lombardi

Il ritorno dell'autocertificazione

Nell'edizione di oggi, il Corriere della Sera spiega che il Viminale fornirà le indicazioni con una circolare ai prefetti in attuazione del Dpcm 18 ottobre del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. L'autocertificazione sarà in gran parte simile a quella che si utilizzava da marzo a maggio e in essa bisognerà indicare: 

  • il proprio nome e cognome
  • i propri recapiti
  • il motivo dell'uscita dalla propria abitazione dopo le ore 23

In caso di motivi di lavoro bisognerà indicare il datore per consentire un'eventuale verifica successiva alle forze dell'ordine. Per i motivi di urgenza bisognerà specificare la destinazione e la durata dell'uscita. Anche queste affermazioni verranno sottoposte a successiva verifica da parte della polizia o dei militari. Il 25 settembre scorso era stato il comune di Aidomaggiore, in provincia di Oristano, a rispolverare l'autocertificazione dopo l'altissima percentuale di contagiati riscontrata: nella cittadina erano state chiuse anche tutte le attività commerciali del territorio tranne gli alimentari e i tabacchi.

'Coprifuoco' in tutta la Lombardia

Preso atto delle previsioni (davvero nere) del Comitato Tecnico Scientifico lombardo, i sindaci e la Regione hanno chiesto al Governo di poter attuare il coprifuoco dalle 23 alle 5 (attività chiuse, stop agli spostamenti), nella persona del ministro della Salute, Roberto Speranza, per fronteggiare la diffusione del virus.

"Una proposta - si legge in una nota del Pirellone - che nasce dalla rapida evoluzione della curva epidemiologica e dalla previsione della 'Commissione indicatori' istituita dalla DG Welfare, secondo cui, al 31 ottobre, potrebbero esserci circa 600 ricoverati in terapia intensiva e fino a 4mila in terapia non intensiva".

"Inoltre, nella riunione tenutasi lunedì - continua la Regione - tutte le parti intervenute hanno condiviso l'opportunità della chiusura, nelle giornate di sabato e domenica, della media e grande distribuzione commerciale, tranne che per gli esercizi di generi alimentari e di prima necessità".


 

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