Martedì, 18 Maggio 2021
Coronavirus

Coronavirus e inquinamento: i liquami nei campi come veicolo di contagio?

La tesi della trasmissione Report sulla base dei primi studi della Società italiana di medicina ambientale: liquami e Pm10 come veicolo di diffusione del virus?

Montichiari: sversamento di liquami (foto d'archivio)

Inquinamento e diffusione del Coronavirus, una nuova “pista” lanciata dalla trasmissione Report di Rai Tre: anche l’agricoltura e gli allevamenti intensivi contribuirebbero alla "produzione" di Pm10 e dunque (potenzialmente) alla diffusione del Covid-19. “Solo pochi giorni fa – spiegano da Report – è uscito uno studio preliminare della Società italiana di medicina ambientale che ipotizza una correlazione tra la diffusione del Coronavirus in Pianura Padana e l’inquinamento da Pm10. Il caso monitorato è quello di Brescia e provincia, che insieme a Bergamo ha raggiunto il più alto numero di contagi. Ed è a Brescia che siamo stati la prima metà di febbraio a documentare come avvengono gli spandimenti di liquami sui terreni, mentre il virus si stava diffondendo tra la popolazione”.

La tesi di Report

“Se si guarda la mappa sulla densità di emissioni dell’ammoniaca in Pianura Padana – fanno sapere ancora da Report – ci si accorge che la parte con le più alte soglie corrisponde al triangolo tra Brescia, Mantova e Cremona, quello con il maggior numero di allevamenti intensivi d’Italia. Secondo l’Arpa esiste una correlazione tra gli spandimenti e l’aumento del Pm10: eppure la Regione per tutto il mese di febbraio ha concesso ben 7 volte l’autorizzazione degli spandimenti nel Bresciano anche se era in vigore il blocco invernale. Quello che è successo, guardando i dati Arpa, è che nei giorni in cui sono stati autorizzati gli spandimenti ci sono stati diversi sforamenti dei limiti di Pm10. Nel position paper della Società italiana di medicina ambientale si ipotizza che il Pm 10 abbia aiutato la diffusione del Coronavirus: il particolato avrebbe trasportato come un aeroplano le particelle del virus a decine di metri di distanza, aumentando i contagi”.

La replica dell’assessore

In attesa di ulteriori evidenze scientifiche, l’assessore regionale all’agricoltura Fabio Rolfi smentisce ogni ipotesi: “Rivendico la mia posizione – ha ribadito su Facebook dopo aver segnalato che la sua intervista a Report è stata “smontata e rimontata ad arte” – : l’agricoltura e la zootecnia non sono fonte primaria di inquinamento, anzi. Sono parte della soluzione al problema, grazie ai passi da gigante fatti in questi anni in termini di sostenibilità ambientale e innovazione. Mai avrei pensato che si potesse arrivare a collegare agricoltura e diffusione del Coronavirus. Il canone Rai va abolito”. 
 

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