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"Oggi dovrei essere a scuola": lezioni per gli studenti a distanza, ma in strada

Da ormai sette giorni gli alunni del liceo scientifico Calini fanno lezione, a distanza, fuori dall'istituto. Dallo loro parte anche genitori e insegnanti.

Non li scoraggiano le temperature sotto lo zero e nemmeno le magagne burocratiche. Seduti tra i banchi, ma pure sul marciapiede, continuano a fare lezione a distanza e all'aperto, proprio sotto le finestre delle aule a cui non possono accedere.

È ormai il settimo giorno consecutivo che gli alunni del liceo scientifico Calini di Brescia protestano contro il rinvio dell'apertura delle scuole superiori e il ritorno, in presenza, in classe. A turno ogni mattina un gruppo di liceali si presenta comunque a scuola: muniti di pc e tablet, seguono le lezioni on line. La lo presenza, silenziosa, ha un solo scopo: cercare di indurre il governo e le regioni ad accelerare il ritorno ad una normale routine scolastica. 

Non si sono arresi nemmeno martedì mattina, quando si sono trovati pure senza banchi, perché la loro presenza violava le leggi sull'occupazione del suol pubblico. Sono rimasti comunque: seduti sui marciapiedi, sui bordi delle aiuole e sulle panchine. Sostenuti dalla dirigenza scolastica, dagli insegnati, come pure dai genitori, che sui social diffondono orgogliosi le immagini della protesta. 

"Oggi mia figlia è una di questi studenti che a turno, per protesta, ogni giorno fanno la lezione Dad in strada, davanti all'ingresso del loro liceo. Stamattina, a Brescia, all'aperto ci sono -2°. Protestano verso un governo nazionale e amministrazioni regionali vergognosi, inetti, incapaci, sciagurati, falliti, che per il secondo anno li hanno privati di una normale didattica, il secondo anno in cui li privano della loro scuola. Anche oggi sono molto orgoglioso di lei", si legge su Facebook.

Non solo: un gruppo di genitori ha pure scritto una lettera al prefetto, all'ufficio scolastico e al governatore Fontana per chiedere il ritorno in classe, nel più breve tempo possibile, degli studenti delle scuole superiori.

Grazie al tempestivo intervento della dirigenza del liceo scientifico, come pure del vicesindaco di Brescia Laura Castelletti, il nodo burocratico relativo all'occupazione del suolo pubblico è stato sciolto in poche ore e gli studenti, mercoledì mattina,  sono tornati a sedersi tra i banchi, ma sempre all'aperto, per seguire le lezioni online e continuare la protesta. 

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