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Foto d'archivio

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"Ciao Coronavirus, mia nonna se n'è andata per colpa tua, non ti perdono"

La commovente lettera di una ragazzina al virus che fa tremare il mondo. Le sue parole, strazianti, ma colme anche di speranza e amore per il prossimo, hanno commosso tutti

Ghedi. Una ragazzina Rosalia Vignetti lo è solo per l'anagrafe. La sua toccante lettera al Coronavirus è infatti una lucida e attenta analisi della tragedia vissuta negli ultimi due mesi dal mondo intero. Non a caso l'elaborato della studentessa, che frequenta la seconda media della scuola paritaria Tovini-Kolbe di Montichiari, ha vinto il concorso 'Parole in volo' organizzato dall'Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Montichiari, riservato alle scuole secondarie di primo grado della città. 

Rosalia non solo è riuscita a descrivere con semplicità, ma mai senza cadere nell'ovvietà, i molteplici cambiamenti che l'epidemia ha provocato nelle famiglie e nelle comunità. Ma ha raccontato il dolore di chi vissuto in prima persona la furia del virus: il covid-19 si è infatti potato via sua nonna. Tanto dolore, ma altrettanta speranza e saggezza nelle sue parole: da leggere e condividere. 

Ciao Coronavirus,
ho pensato di scriverti una lettera per farti capire cosa stai combinando, in caso non te ne fossi reso conto.
Sei piombato nelle nostre vite a metà febbraio: prima di quel momento sentivamo parlare di te al telegiornale, ma eri in Cina, lontano da noi, e non pensavamo proprio saresti arrivato fin qui.
Hai sconvolto il nostro modo di vivere: noi ragazzi abbiamo smesso di andare a scuola, frequentare i nostri amici, praticare i nostri sport preferiti; i nostri genitori hanno interrotto le loro attività lavorative, i negozi hanno dovuto chiudere. Ci siamo barricati tutti nelle nostre case, isolati, le uniche uscite sono per fare la spesa o per andare in farmacia.
All’inizio mi sembrava bello potermene stare a casa e godermi i miei genitori e mio fratello, poi mi sono resa conto che la situazione non sarebbe finita presto. Ai telegiornali tutti parlano solo di te, negli ospedali i medici e gli infermieri lavorano senza sosta per cacciarti dal corpo dei loro pazienti, hai provocato, con la tua presenza, la morte di migliaia di persone per le quali non si è nemmeno potuto celebrare un funerale. 
Nonostante questo, inizialmente mi sembrava di non essere coinvolta in tutto questo caos, io e la mia famiglia eravamo tranquilli in casa nostra, fino a quando, purtroppo, hai deciso di colpire mia nonna: ha iniziato ad avere la febbre, sempre più alta. Una mattina mamma ha chiamato l’ambulanza e la nonna è stata portata in ospedale: da quel giorno non l’abbiamo più vista e, dopo tre settimane, se n’è andata e la colpa è solo tua. Non posso perdonarti per le sofferenze che hai provocato alla nostra famiglia e alle tantissime famiglie nella stessa situazione. Però voglio dirti che ci sono delle cose, dei nostri cari, di cui mai potrai privarci. Ebbene sì, non potrai mai portarci via il loro amore, che riusciamo a sentire anche se non sono fisicamente presenti, i ricordi di tutti i momenti felici e i loro insegnamenti, che continueranno a guidare le nostre vite. 
Inoltre, Coronavirus, o Covid-19 (non so come preferisci essere chiamato) ti voglio dire un’altra cosa: la tua presenza nel nostro mondo ci ha aiutato a capire molte cose. Innanzitutto, ci siamo resi conto di ciò che realmente conta nella vita, quali sono i veri valori, come ad esempio la famiglia, che in questo periodo ci è di grande conforto; la fede nel Signore, che ha accolto tra le sue braccia tutte le persone che sono morte per causa tua; la solidarietà, perché tante persone si stanno prodigando per aiutare i più deboli e bisognosi. 
Tu hai colpito tutti, senza distinzione di religione, cultura, nazionalità e ci hai dimostrato che tutti gli uomini sono uguali: ecco, un altro grande insegnamento che abbiamo ricevuto è quello di superare le diversità, cosa che molti di noi ancora non avevano ancora capito. 
In conclusione, ti informo che stanno studiando un vaccino per allontanarti definitivamente dalle nostre vite: non offenderti, ma non sei il benvenuto tra noi. Forse avrai vinto una battaglia, ma non la guerra...

A non rivederci mai più
 

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