Domenica, 1 Agosto 2021
Coronavirus

#ioapro: baristi e ristoratori contro il Dpcm, la Prefettura annuncia massima severità

In una nota stampa il prefetto ha fatto sapere che le forze dell'ordine non faranno sconti a chi deciderà di ribellarsi al Dpcm in vigore e terrà aperte le proprie attività al pubblico, con servizio al tavolo e al bancone.

Foto d'archivio

La protesta, orchestrata per venerdì da alcuni baristi e ristoratori, è al centro dell’attenzione mediatica e pubblica da giorni. Mentre il settore si divide sull’utilità (o meno) di aderire all’iniziativa di disobbedienza civile e gli esercenti decidono se aprire le porte dei propri locali al pubblico, nonostante le restrizioni previste dal Dpcm, la Prefettura di Brescia annuncia un’intensificazione dei controlli nella giornata di venerdì 15 gennaio.

A livello nazionale le adesioni sarebbero oltre 60mila, ma nel Bresciano non sono molti i gestori di locali che hanno pubblicamente dichiarato di ribellarsi alle norme in vigore. In rete circola una lista, che non supera la ventina di ‘iscritti’. Il timore di molti è, infatti, che la promessa di tutela legale gratuita in caso di multe e chiusure fatta dagli organizzatori dell’iniziativa #ioapro rimanga solo sulla carta e che i clienti non appoggino la protesta, proprio per paura delle multe.

I controlli infatti ci saranno. Non solo: saranno più capillari dei giorni passati. Lo ha annunciato, in una nota stampa, la Prefettura di Brescia, al termine di una riunione che ha coinvolto i vertici provinciali delle forze dell’ordine, il sindaco di Brescia, il Presidente della Confesercenti e il Vicedirettore della Confcommercio di Brescia:

“Protesta illegittima e moralmente ingiusta” 

“È stata unanimemente riconosciuta la necessità che le Forze di Polizia tengano un comportamento equilibrato, ma fermo e deciso, nell’intervenire nei confronti di quanti parteciperanno all’iniziativa che, benché comprensibile nello spirito, resta, in termini giuridici, palesemente illegittima, e moralmente ingiusta rispetto alle numerosissime vittime della pandemia registrate su questo territorio, ai sacrifici sofferti dai cittadini bresciani - in primis dagli operatori sanitari - e da tutti coloro che - nonostante il peso delle restrizioni sofferte - hanno deciso di conformarsi alle disposizioni di legge.”  
Per queste ragioni, “è stata disposta una intensificazione dei servizi di vigilanza e di controllo del territorio cittadino e di tutte le località della provincia dove verranno segnalate adesioni all’iniziativa. Durante tali servizi verranno, quindi, irrogate le previste sanzioni amministrative.”

Sanzioni e chiusure 

È bene quindi conoscere qual’è il prezzo che potrebbe pagare chi deciderà di aderire all’iniziativa. La sanzione per chi non rispetterà il divieto di effettuare servizio al tavolo o al bancone va da un minimo di 400 a un massimo di 3000 euro. Cifre che raddoppiano in caso siano già state riscontrate violazioni al Dpcm in passato. Nono solo: scatta, automaticamente, la chiusura del locale, per un periodo compreso tra 5 e 30 giorni. 

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