Giovedì, 23 Settembre 2021
Coronavirus Brescia 2 / Via Corsica

Caffetteria chiusa dalla Polizia, barista e clienti multati: "Non mi pento, vado avanti"

Blitz della Polizia, sabato pomeriggio, alla "Caffetteria Alba" di via Corsica a Brescia. Serrande abbassate per 3 giorni, per ora. La titolare: “Non mi pento e non ho fatto nulla di male: stavo solo facendo il mio lavoro”.

Il blitz è scattato in pieno pomeriggio, mentre nel bar di Orseola Shapka clienti e colleghi baristi - in tutto 12 persone - stavano prendendo l’aperitivo seduti al tavolo o al bancone. Una palese (e voluta) violazione al Dpcm che - ricordiamo - proibisce alle attività di ristorazione che si trovano in zona rossa o arancione di servire cibi e bevande all’interno dei locali (è consentito solo l’asporto).

La titolare della ‘Caffetteria Alba’ di via Corsica è infatti una dei pochi - si contano davvero sulle dita di una mano - esercenti cittadini che ha aderito alla protesta #ioapro. La sua ‘ribellione’ alle norme vigenti è però durata meno di 24 ore: poco prima delle 17 di sabato pomeriggio gli agenti della Questura di Brescia hanno fatto irruzione nel locale e applicato le sanzioni previste: multa per i clienti e la barista; sigilli per il bar. Le serrande, spiega Orseola, resteranno abbassate almeno fino a martedì mattina, in attesa delle disposizioni della Prefettura che potrebbe allungare la chiusura.

Per Orseola la visita delle forze dell’ordine non è certo stato un fulmine a ciel sereno, dato che il nome del suo locale compare nella lista (striminzita) dei baristi e ristoratori della città che hanno aderito all’iniziativa di "disobbedienza civile” (così l’ha definita il ristoratore pesarese che l’ha ideata)

“Abbiamo aderito talmente in pochi che mi aspettavo un controllo: capisco la chiusura del bar, ma anche la multa aggiuntiva mi sembra eccessiva. Per il momento è nel cassetto e farò sicuramente ricorso: devo sentire gli avvocati che mi seguono, ma non mi arrenderò facilmente. Non mi sono pentita assolutamente di aver tenuto aperto, non stavo facendo nulla di male, ma solo esercitando il mio diritto a lavorare: sono molto contenta del sostegno che ho ricevuto da parte dei miei clienti e dei tanti colleghi baristi e ristoratori che sono passati dal mio bar. Nelle prossime ore valuterò il da farsi, dato che mi hanno detto che martedì mattina potrò riaprire la caffetteria: se sarà possibile porterò ancora avanti la protesta e continuerò a servire anche al tavolo e al bancone.”

Controlli, avvertimenti, ma ancora nessun provvedimento invece alla Caffetteria ‘Zerotrenta’ di Cristina Georgiana Vlad, capofila in città dell’iniziativa #ioapro. 

“Ad oggi  (lunedì ndr) il mio è l'unico dei bar tra quelli che hanno aderito all’iniziativa ad essere ancora aperto: le forze dell’ordine sono passate due volte, ma per ora mi hanno solo avvertita. Mi aspetto che nelle prossime ore la stessa sorte tocchi anche al mio locale, ma io non ho paura: finché potrò andrò avanti.”

Stando ai dati diffusi dalla Prefettura di Brescia, nel pomeriggio di sabato, sono stati multati e chiusi - in tutta la provincia - 4 esercizi commerciali. Inoltre sono state controllate ben 1287 persone, di cui 56 sanzionate per mancato rispetto del coprifuoco, dell’obbligo del distanziamento sociale o, ancora, per non aver indossato i dispositivi di protezione individuale.

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