Nessuno va in ospedale per paura del Coronavirus: "Triplicata la mortalità per infarto"

Ad affermarlo una ricerca del Centro cardiologico Monzino di Milano che sottolinea: "Se la tendenza dovesse persistere la mortalità per infarto supererà di gran lunga quella direttamente associata alla pandemia"

Foto d'archivio

Nessuno va in ospedale per paura del virus: morti di infarto aumentati del 200%
Nessuno va in ospedale per paura del virus: morti di infarto aumentati del 200%

Mortalità per infarto acuto quasi triplicata e procedure salvavita di cardiologia interventistica al - 40% per effetto dell'emergenza coronavirus. È quanto evidenzia uno studio sull'esperienza clinica condotto dal Centro cardiologico Monzino di Milano, spiegando come l'incredibile aumento di morti per infarto è da imputare al fatto che le persone evitino di andare in ospedale temendo di contrarre il Covid-19.

Se la tendenza dovesse persistere - sottolinea la ricerca - la mortalità per infarto supererà di gran lunga quella direttamente associata alla pandemia. La statistica rilevata al Monzino conferma a pieno quelle internazionali, come affermano gli autori Giancarlo Marenzi, responsabile della Unità di Terapia Intensiva Cardiologica, Antonio Bartorelli, responsabile della Cardiologia Interventistica, e Nicola Cosentino dello staff dell'Unità di Terapia intensiva cardiologica.

La paura del virus spinge a ritardare l'accesso in ospedale

"Dall' inizio dell'epidemia Covid - osserva Marenzi - i pazienti arrivano in ospedale in condizioni sempre più gravi, spesso già con complicanze aritmiche o funzionali, che rendono molto meno efficaci le terapie. Queste da molti anni hanno dimostrato di essere salvavita nell'infarto come l'angioplastica coronarica primaria".

Le persone tendono quindi a rimandare l'accesso all'ospedale per il contagio fino a quando, però, è troppo tardi. "Questo ritardo - sottolinea Marenzi - è deleterio e spesso fatale, perché impedisce trattamenti tempestivi e nell'infarto il fattore tempo è cruciale". Il Monzino, insieme ad altri ospedali e società scientifiche italiane e internazionali, tra cui il Niguarda di Milano, dopo aver osservato il calo degli accessi al Pronto Soccorso, ha già lanciato, settimane fa, un appello a non rimandare le cure.

L'invito del personale del Monzino è quello di non rischiare di morire per infarto nel tentativo di evitare il virus. Gli autori citano i risultati di un recente studio che ha analizzato l'attività di 81 Terapie Intensive Cardiologiche in Spagna nella settimana dal 24 febbraio al primo marzo, confrontandola con quella dello stesso periodo dello scorso anno. Anche in questi reparti l'attività si è ridotta in modo significativo per un calo importante dei ricoveri per infarto. Una riduzione analoga si è registrata negli ospedali statunitensi, come riportato da un’inchiesta pubblicata da Angioplasty.org, comunità internazionale di cardiologi in rete.

Fonte: Milanotoday.it


 

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