Mercoledì, 22 Settembre 2021
Coronavirus

Covid: l'esperienza degli hotspot bresciani replicata in tutta Lombardia

I primi tre sono avviati dalle aziende ospedaliere Spedali Civili, Franciacorta e Garda, ora Gallera li vuole in tutta la regione

Hotspot territoriali in Lombardia per "saltare" i reparti di pronto soccorso degli ospedali, sotto pressione in tutta la Regione e in particolare nell'area metropolitana milanese. Lo rende noto Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare. Gli hotspot, chiamati centri diagnostici territoriali, serviranno a diagnosticare il Covid e stabilire la gravità del paziente, che poi sarà rimandato a casa oppure ricoverato a seconda della sua condizione.

Sono già attivi tre centri nel Bresciano, a cura dell'Ats Brescia e delle aziende ospedaliere Spedali Civili, Franciacorta e Garda. Lunedì 2 novembre ne saranno aperti due a Varedo, a cura dell'Ats Brianza e dell'azienda ospedaliera Monza. Nelle prossime settimane, infine, ne apriranno altri a Milano e città metropolitana con l'Ats milanese e l'azienda ospedaliera Nord Milano. In seguito i centri saranno in funzione in tutta la Lombardia.

Gli hotspot saranno gestiti dagli specialisti delle aziende sanitarie con medici e pediatri di famiglia e infermieri, in collaborazione con le amministrazioni comunali. L'obiettivo è duplice: da una parte integrare la "medicina territoriale" con quella specialistica e ospedaliera, dall'altro accertare il Coronavirus "bypassando" il pronto soccorso.

Il paziente inviato all'hotspot viene sottoposto dagli specialisti a tampone Covid, ma saranno a disposizione anche le apparecchiature per ecografia e Rx torace. Successivamente il paziente potrà essere inviato a casa in tele-monitoraggio oppure direttamente al ricovero ospedaliero. «Si tratta di una risposta efficace, rapida e tempestiva che pone la persona al centro del percorso di diagnosi, cura e assistenza, nell’ambito di una proficua e virtuosa collaborazione fra ospedale e territorio», commenta Gallera. E di «argine territoriale alla gestione ospedaliera per la seconda ondata» parla Mario Alparone, direttore generale dell'azienda ospedaliera di Monza.

Fonte: MilanoToday

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