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Martedì, 7 Dicembre 2021
Coronavirus

Green pass, i conti non tornano: il caso dei "lavoratori fantasma"

Il numero dei tamponi (e dei certificati scaricati) è sì aumentato ma non come ci si aspetterebbe

I conti non tornano. O così sembra. L'obbligo di green pass sul luogo di lavoro ha fatto impennare il numero dei tamponi, ma ha avuto un effetto molto più blando sulle vaccinazioni che dopo un momentaneo balzo in avanti sono tornate già a scendere. Nel dettaglio se tra il 4 e il 6 ottobre erano state somministrate 172mila prime dosi e tra l'11 e il 13 192mila, tra lunedì e mercoledì scorso (18-20 ottobre) i nuovi vaccinati sono stati 'appena' 131mila.

Il problema è che il numero dei test è sì aumentato, ma non quanto ci si aspetterebbe visto e considerato il numero dei lavoratori non vaccinati. Stando ai dati del ministero della Salute, lunedì scorso i tamponi analizzati (antigenici e molecolari) sono stati 662.000 contro i 315.285 del lunedì precedente. Uno scarto di quasi 347mila test. Martedì (come prevedibile) la differenza rispetto allo stesso giorno della settimana precedente è stata inferiore: circa 207mila test. Sommando i due numeri si arriva a 554mila tamponi, un numero inferiore alle stime di 1 milione di test al giorno che sarebbero stati necessari. E ci sono altri dati che qualche dubbio lo lasciano. 

I green pass scaricati per lavorare: qualcosa non torna

Nella prima settimana di green pass obbligatorio al lavoro (ovvero dal 15 al 21 ottobre) sono stati scaricati 4,4 milioni di certificati contro i contro i 2,1 milioni della precedente. Uno scarto di 2,3 milioni di green pass in una settimana che considerata la durata del certificato sarebbero sufficienti a giustificare l'ingresso al lavoro di 6 o 700mila lavoratori. Vero è che tra i lavoratori non muniti di green pass 'da vaccino' c'era chi effettuava il test già prima della data del 15 ottobre. E dunque i numeri possono essere ballerini.

Ma anche considerando l'ipotesi (inverosimile) che tutti i green pass siano stati richiesti da lavoratori si arriva ad un numero di circa 630mila certificati al giorno, in ogni caso inferiori alle stime.

Quanto ai certificati di malattia sono sì aumentati, ma non in maniera così evidente:  lunedì ne sono stati presentati 192mila contro i 165mila della settimana precedente, solo 27mila in più. Altri giorni lo scarto è stato anche più modesto. E potrebbe essere in parte anche fisiologico. 

"I certificati di malattia vanno contestualizzati" dice Domenico Crisarà, vicesegretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg). "Se si paragona la settimana del 15 ottobre con la settimana del 1 ottobre, la differenza nel numero di certificazioni è del 5% perché siamo all'inizio della stagione delle malattie autunnali, le variazioni climatiche sono più decise e incidono sulla salute. Se poi i no vax hanno utilizzato questo strumento per evitare il ritorno a lavoro senza green pass, e potrebbe anche essere, per dirlo bisogna verificare i numeri con maggiore precisione". In ogni caso non si tratta di numeri eclatanti.

Insomma, delle due l'una: o le stime della vigilia sui lavoratori non vaccinati erano esagerate, oppure non tutti i lavoratori si stanno testando come dovrebbero. Secondo 'Repubblica' che cita il ministero della Salute, sarebbero in tutto 1,8 milioni i lavoratori senza green pass per vaccinazione o guarigione. Tolto chi è esente e gli assenti per ferie, malattia o maternità si arriva a 1,3-1,5 milioni. Mancherebbero all'appello tra 800 mila e 1 milione di lavoratori.

Si tratta di stime, meglio premetterlo. Avere dati certi è impresa ardua, se non impossibile. Ma il sospetto che molti lavoratori non vaccinati stiano facendo a meno anche del green pass sembra abbastanza fondato. 

Fonte: Today.it

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