Coronavirus Rovato

Da oltre 2 mesi contro il coronavirus: la lotta di un medico bresciano

E' ancora in riabilitazione il medico 63enne Giambattista Botticini: tornerà a casa solo in aprile. Il 20 dicembre scorso era stato ricoverato al Civile

Positivo al Covid ancora a metà dicembre, intubato il 20 dello stesso mese, ricoverato al Civile fino alla fine di febbraio, da pochi giorni trasferito al Centro Spalenza della Don Gnocchi di Rovato (dove abita) per la riabilitazione: salvo imprevisti, tornerà a casa solo ai primi di aprile, per abbracciare moglie e figli dopo quasi quattro mesi di ospedale. E' questa l'odissea di Giambattista Botticini, medico della divisione di Chirurgia toracica del Civile noto in tutta la provincia (e oltre) per i suoi interventi, tra cui la rimozione di un tumore ai polmoni (nel 2015) con paziente sveglio.

Il racconto di un'odissea infinita

Ha raccontato a Bresciaoggi la sua lunga, lunghissima disavventura: “Mi ero isolato il 15 dicembnre dopo un tampone, sembrava passata. Ma il 20 il saturimetro ha indicato un basso livello di ossigeno: un paio d'ore dopo ero già intubato. Dopo il primo periodo di rianimazione sono rimasto cosciente pochi giorni, prima di essere intubato di nuovo”.

A peggiorare la sua condizione sarebbe stata una particolare complicanza, l'ipossia silenziosa. Si tratta di una conseguenza dell'infezione da Covid-19, forse ancora più subdola: i sintomi infatti non si vedono (e si sentono) fino all'ultimo, quando ormai l'ossigenazione è troppo bassa e si rende necessario l'immediato ricovero. O peggio l'intubazione.

Cos'è l'ipossia silenziosa

L'ipossia, di fatto, è carenza di ossigeno del sangue: nel caso di un'ipossia “silenziosa”, come detto, la riduzione della concentrazione avviene rapidamente e senza “avvisare” il paziente se non quando è troppo tardi. “E' il mio caso”, ha scritto Botticini su Facebook pubblicando un articolo sul tema. Se non curata in tempo, l'ipossia può portare a insufficienza respiratoria acuta (che a sua volta può essere anche letale) oltre che a lesioni polmonari, anche permanenti.

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