Covid, Ricciardi: "Dicembre e gennaio saranno mesi terribili"

Le parole del consigliere del ministro della Salute. Ecco perché non bisogna abbassare la guardia

Walter Ricciardi

I bollettini, più recenti, parlano di curve in discesa, dopo il picco di novembre. La situazione negli ospedali è migliorata, con un calo graduale di ricoveri, ma il Covid circola ancora in Italia, come nel resto d'Europa. Nel nostro paese, stando ai dati del 6 dicembre elaborati dal medico dell'Humanitas Paolo Spada, "siamo a 240 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti per settimana. Per confronto, in Europa: Spagna: 136, Francia: 115, Regno Unito: 160, Germania: 152, Paesi Bassi: 206, Belgio: 131, Austria: 324, Svezia: 349, Romania: 246, Portogallo: 305, Polonia: 278, Rep.Ceca: 251“ scrive l'esperto sulla nota pagina Facebook "Pillole d'ottimismo".

I sacrifici che tutti gli italiani saranno costretti a fare durante le feste di Natale potrebbero quindi non bastare, perché - a differenza della prima ondata - andiamo incontro ai mesi più freddi dell'anno. E oltre al coronavirus ci sarà l'influenza stagionale da affrontare e, almeno in Lombardia, la campagna vaccinale si è bloccata praticamente sul nascere: le categorie più a rischio non hanno ancora avuto accesso alle dosi.

La guardia deve restare alta perché la battaglia contro il virus sarà ancora lunga. Lo ha sottolineato anche Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute e docente di Igiene all'università Cattolica di Roma, nel suo intervento al quinto 'Orphan Drug Day'. "Siamo ancora nel pieno della seconda ondata di Sars-CoV-2, dicembre e gennaio saranno terribili per due motivi: per i problemi nell'accesso ai servizi e per le tante differenze a livello regionale". Queste le sue parole, che lasciano ben poco spazio all'ottimismo. 

Covid: che cosa dobbiamo aspettarci per gennaio 2021

Anche Luca Richeldi, ordinario di Pneumologia all'Università Cattolica di Roma e membro del comitato tecnico-scientifico, invita alla massima prudenza e cautela per i mesi che verranno:  "Contro questo virus - dice al Mattino -  non abbiamo ancora un farmaco efficace, né un vaccino. Quindi la circolazione dipende da quanto siamo in grado di bloccare la diffusione. Non credo alle "ondate", i contagi sono il riflesso dei comportamenti. La speranza è che arrivino presto sia il farmaco che il vaccino e quindi avremo strumenti per tenere a bada le cosiddette ondate epidemiche. L'idea che ci sia un inevitabile su e giù è sbagliata. Dipende da noi".

I mesi dietro l'angolo non saranno facili: "Dobbiamo tenere duro per tutti i prossimi mesi invernali, c'è poco da dire - continua Richeldi - Abbiamo davanti la stagione del freddo e, soprattutto a gennaio, dell'influenza, che speriamo sarà meno diffusa anche grazie all'uso delle mascherine."

E, avverte: "Inverno significa anche ricreare le condizioni ideali perla trasmissione del virus: luoghi chiusi, affollati, con contatti stretti. Impossibile allentare le misure di prevenzione. Le polmoniti che vediamo oggi sono uguali a quelle di un anno fa e sono molto pericolose. E comunque è di grande conforto vedere che recenti sondaggi indicano chiaramente come la maggioranza degli italiani sia d'accordo con le misure del governo per il contenimento del virus nelle prossime settimane".

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