Inchiesta Covid, Fontana sentito per due ore dai magistrati. Proteste davanti alla Procura.

Blindato il palazzo dove ha sede la procura di Bergamo. Il presidente di Regione Lombardia non ha rilasciato alcuna dichiarazione ed è stato duramente contestato da un gruppo di manifestanti.

Lo striscione di protesta contro il Governatore Fontana (Foto: Manuel F.)

Proseguono le indagini sulla gestione della Fase 1 dell'epidemia di Coronavirus. Venerdì mattina i magistrati di Bergamo hanno ascoltato, come persona informa sui fatti, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. Il confronto è durato circa due ore: il governatore della Lombardia, accompagnato dagli agenti di scorta, è entrato nell'edificio dove ha sede la Procura da un ingresso laterale. Blindata la zona: agenti di polizia e carabinieri hanno presidiato i due imbocchi di via Brigata Orobica, la strada che costeggia il palazzo, per impedire il passaggio a giornalisti, fotografi e cameraman.

Ma il suo arrivo è stato comunque accompagnato da dure contestazioni. Una quarantina di persone si sono riunite in presidio davanti alla palazzo della procura per protestare contro la gestione regionale dell’emergenza Coronavirus e in particolare contro la mancata istituzione di una zona rossa nell'area di Nembro e Alzano Lombardo, due dei comuni della Bassa Val Seriana più colpiti dalla pandemia. "Fontana Bergamo non dimentica. Merda", si legge su uno striscione srotolato dai manifestanti.

Fontana è stato ascoltato in relazione al caso dell'ospedale di Alzano, le morti nelle Rsa e la mancata istituzione della zona rossa in Val Seriana. In questi mesi il Governatore lombardo ha sempre rigettato ogni responsabilità, accusando a sua volta il premier Conte, il quale, nella notte tra il 7 e l’8 marzo, aveva fatto diventare 'zona arancione' l'intero paese, ma il focolaio di Alzano restava aperto (e dalla prima vittima Covid in Val Seriana erano già passate due settimane). "Sia prima dell’emergenza sia successivamente, i presidenti delle Regioni hanno il potere di emettere ordinanze di carattere urgente in materia sanitaria con efficacia limitata al territorio o parte di esso, secondo la legge 833/1978", era stata la risposta di Palazzo Chigi. 'Zone rosse' sono state istituite dai governatori regionali di Lazio, Calabria e Campania (celebre il caso del comune di Saviano e del pugno di ferro di Vincenzo De Luca). Regione Lombardia, invece, ha sempre passato la palla al governo.

Anche l'uscita dal palazzo della Procura bergamasca è stata accompagnata dalle proteste, e il governatore non ha rilasciato alcuna dichiarazione ai cronisti.

Giovedì era toccato all'assessore al Welfare, Giulio Gallera. L'audizione era durata più di tre ore. Ai giornalisti che lo aspettavano davanti alla procura, l'assessore aveva spiegato di non essere preoccupato. Tra i convocati della Procura bergamasca c'è anche l'imprenditore bresciano Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia.

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Fonte: Milanotoday.it

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