Fase 2, in Italia l'apertura sarà 'a ondate': "Già pronti a chiudere i nuovi focolai"

Lo spiega Vittorio Colao, che guida la task force ("tutti volontari, nessuno guadagna nulla") sulla fase 2. L'approccio per bloccare sul nascere ogni possibile nuovo focolaio deve essere "microgeografico"

Foto di repertorio (Ansa)

"Ripartiremo a ondate, pronti a chiudere piccole aree se il male riparte", con "regole diverse a seconda delle regioni": in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Vittorio Colao, l'uomo a capo della la task force che affianca il governo Conte nella gestione della pandemia, spiega come sarà gestita la Fase 2 in Italia. Davanti a sé, il nostro paese non ha solo cupi scenari: "E' l'occasione per rilanciare tutto il sistema Italia, il Paese ha imparato a usare le nuove tecnologie".

Dal 4 maggio torneranno al lavoro circa 4,5 milioni di italiani: "È una base per poter fare una riapertura progressiva e completa, sarà un test importante", spiega Colao che, come tutti i componenti della task force, ha accettato il gravoso incarico da volontario: "Nessuno guadagna nulla, come è giusto che sia".

In futuro, l'approccio per bloccare sul nascere ogni possibile nuovo focolaio dovrà essere 'microgeografico': "Occorre intervenire il più in fretta possibile, nella zona più piccola possibile". "L'App - prosegue - potrà servire se arriva in fretta e se la scaricano la grande maggioranza degli italiani, è importante lanciarla verso la fine di maggio, se quest'estate l'avremo tutti o quasi bene, altrimenti servirà a poco". "Il sistema - puntualizza - non sarà invasivo, sarà rispettata la privacy e la segnalazione di un contagio avverrà "in modo automatico e anonimamente".

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Nel suo futuro, tanti "sussurrano" che potrebbe esserci alle porte un suo prossimo incarico politico. Alla domanda se intende prendere il posto di Conte, Colao risponde nettamente che "non ho nessuna intenzione di fare politica" e "alla fine tornerò al mio lavoro", molti manager si sono messi a disposizione del loro paese "solo in Italia si pensa che vogliano fare politica". Infine conclude: "Sono state scritte anche altre inesattezze. Non abbiamo mai proposto di chiudere in casa i sessantenni. L'hanno creduto in tanti, pure Fiorello".

Fonte: Today.it

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