Coronavirus, ricerca shock: presente in Europa già nel marzo di un anno fa

La ricerca pubblicata dall'Università di Barcellona potrebbe rivoluzionare l'interpretazione della pandemia che da mesi sta sconvolgendo il mondo

La notizia rimbalza ormai da qualche giorno sui media nazionali e internazionali: se confermata, obbligherebbe a un radicale cambio di prospettiva su gran parte di quello che si è detto (e scritto) in questi ultimi mesi in merito alla pandemia da coronavirus. Il covid-19 sarebbe stato presente in Europa già nel marzo del 2019, dunque un anno e qualche mese fa: non è da escludere, allora, la sua circolazione già nell'inverno ancora precedente.

Lo riferisce uno studio dell'Università di Barcellona, pubblicato proprio in questi giorni: nella ricerca gli scienziati avrebbero infatti individuato la presenza di tracce del nuovo coronavirus nelle acque reflue della città di Barcellona, già il 12 marzo di un anno fa.

Le origini secolari del nuovo coronavirus

Se si parla di “evoluzione” del virus, non ci sarebbe niente di strano: è bene ricordare che la celebre rivista Nature, ancora nel maggio scorso, ha pubblicato una ricerca secondo la quale i dati genetici suggeriscono che il covid-19 si sia nascosto per decenni in natura. E' stato quindi ricostruito l'albero genealogico del virus: le sue prime origini risalirebbero addirittura a un secolo e mezzo fa, o quasi.

Il covid-19 anche a Brescia un anno fa?

In ogni caso, come detto qualche riga fa, lo studio catalano sarebbe un rivoluzionario cambio di prospettiva: la presenza del nuovo coronavirus già un anno fa e più potrebbe dunque spiegare l'anomala diffusione di polmoniti, registrate in varie zone d'Italia (comprese le province di Brescia e Bergamo) mesi e mesi prima dello scoppio “ufficiale” della pandemia. Da verificare anche un'insolita diffusione di bronchiti tra i bambini, a cavallo tra l'inverno e la primavera del 2019.

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Certo rimangono tanti, tantissimi dubbi: se già presente, come mai la sua forma più aggressiva è deflagrata solo lo scorso inverno? E perché in Italia e in Europa è scoppiato solo alla fine di febbraio (e con cotanta violenza)? Non resta altro da fare che aspettare il vaccino, e nel frattempo continuare a rispettare almeno le minime norme di sicurezza sanitaria.

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