Matrimonio in corsia ai tempi del Covid: si sposa poche ore prima di essere intubato

La storia di Paolo, 61enne bresciano: ha pronunciato il fatidico sì in una camera dell’ospedale di Esine

Foto d'archivio

Un matrimonio davvero insolito, celebrato poco prima di entrare in terapia intensiva. È quello tra il 61enne Paolo e la moglie Diane: hanno pronunciato il fatidico sì in una stanza dell’ospedale di Esine, dove lui stava lottando conto il Coronavirus.

Una cerimonia veloce e senza troppi fronzoli, officiata dal primo cittadino di Esine Emanuele Moraschini. Come testimoni due dottoresse e pochi invitati: il direttore generale dell’Asst Maurizio Galavotti e il primario di Pronto soccorso Filippo Manelli. Nessun vestito elegante, ovviamente, ma i dispositivi d’ordinanza per proteggersi dal Covid: mascherine, camici, calzari e guanti, 

Una storia d’amore lunga anni, quella tra Paolo e Diane. È stato il 61enne a decidere di convolare a nozze. Ricoverato all’inizio di marzo nell’ospedale camuno, nelle ore di solitaria sofferenza e lotta contro il Coronavirus ha espresso un preciso desiderio: prima di essere intubato voleva suggellare ufficialmente l’unione con la compagna di una vita per tutelare lei ed i figli, senza perdere tempo in documenti e burocrazia.

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Un desiderio diventato realtà sabato 7 marzo, grazie agli sforzi del legale del 61enne e al supporto della direzione dell’Asst e del Comune che hanno reso possibile la celebrazione della cerimonia. Pronunciato il fatidico sì, per Paolo si sono aperte le porte del reparto di terapia intensiva. Per 12 giorni ha combattuto, ed è riuscito a sconfiggere il virus, quasi un mese dopo il ricovero, Paolo è tornato nella sua casa, della Bassa Bresciana è ha potuto riabbracciare la sua sposa. Più che un lieto fine, l’inizio di una nuova vita. 

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