Da Intesa Sanpaolo: 5 milioni di euro alle iniziative di solidarietà della Diocesi di Brescia

Il Ceo e Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina: "Aiutare Brescia vuol dire aiutare il cuore dell’Italia più produttiva e operosa"

Carlo Messina, CEO e Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo

Brescia è uno dei territori d'Italia più colpiti dalla pandemia di Coronavirus. Una provincia messa in ginocchio per mesi, tra ospedali al collasso e attività chiuse a causa del lockdown: proprio per questo, Intesa Sanpaolo ha deciso di donare 5 milioni di euro alla Diocesi di Brescia, per il programma di iniziative a sostegno delle famiglie e delle parrocchie in difficoltà. L’intervento della Banca confluirà nei fondi istituiti dal Vescovo Pierantonio Tremolada, per rispondere alle gravi emergenze generate dal Covid-19, ai quali contribuiscono i privati, la Caritas diocesana e i presbiteri.

Il sostegno permetterà lo sviluppo del programma previsto dal fondo diocesano di solidarietà DO.MANI ALLA SPERANZA, destinato ad aiutare persone in situazione di povertà o di precariato per la perdita del lavoro) e dal fondo "In aiuto alla Chiesa Bresciana", nato per sostenere le parrocchie della Diocesi locale e gli enti ecclesiastici in particolare difficoltà. Il programma ha come destinatarie le famiglie con problemi economici e oltre 470 parrocchie, prevede servizi di accompagnamento agli anziani e alle persone sole, sostegno alle famiglie con situazioni di disagio economico o con soggetti diversamente abili o malati, formazione igienico-sanitaria sul territorio, attività ricreative per giovani e ragazzi e altre iniziative di sostegno realizzate dalle parrocchie.

"Insieme alla Diocesi di Brescia intendiamo contribuire concretamente al rafforzamento del programma che va a beneficio delle fasce deboli e delle famiglie in difficoltà - ha dichiarato Carlo Messina, CEO e Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo -. Mettere a disposizione la nostra solidità significa tradurre i risultati finanziari in interventi concreti in campo sanitario, sociale ed economico, come avviene per altri territori dove è presente Intesa Sanpaolo".

L’impegno con la Diocesi si aggiunge così alle numerose iniziative filantropiche messe in campo da Intesa nel territorio bresciano per il contrasto agli effetti del Coronavirus, tra cui la donazione da 5 milioni a favore degli Spedali Civili di Brescia; la donazione in collaborazione con Gruppo Calzedonia di circa 4mila indumenti intimi a pazienti Covid, impossibilitati a riceverli dalle loro famiglie a causa della quarantena; il sostegno al progetto #aiutiAMObrescia, promosso dal Giornale di Brescia in collaborazione con la Fondazione della Comunità Bresciana onlus, mettendo a disposizione la piattaforma forfunding.it dove tutti possono donare per l’acquisto di apparecchiature di ventilazione assistita e presidi sanitari a favore degli ospedali bresciani; un'iniziativa che ha già raccolto 240mila euro. 

Intesa Sanpaolo ha già inserito Brescia, una delle città più colpite dall’emergenza sanitaria, in molti dei suoi programmi benefici. Infatti, nel quadro della sua collaborazione quadriennale con la Fondazione Banco Alimentare, nel 2019 sono stati recuperati 12mila kg di alimenti per la distribuzione di 25mila pasti destinati a 16mila assistiti attraverso 83 strutture caritatevoli. La banca sostiene inoltre il progetto Siticibo finalizzato al recupero quotidiano delle eccedenze di cibo cotto e fresco, ma non servito, proveniente dai punti vendita della grande distribuzione e dalla ristorazione organizzata (dagli hotel alle mense aziendali), per la sua immediata distribuzione, con il recupero di ulteriori 2.600 kg di alimenti: si tratta in tutto di 17.400 porzioni distribuite a 5.500 assistiti. 

Con la Fondazione Banco Farmaceutico Onlus, Intesa Sanpaolo ha inoltre sottoscritto una partnership quadriennale che ha già portato, nel febbraio scorso durante la "Giornata di Raccolta dei Farmaci", al recupero in 100 farmacie bresciane di 11.400 farmaci destinati a 4.200 persone malate, che - dato il loro stato di povertà - purtroppo non potevano permettersi di acquistarli: "Aiutare Brescia vuol dire aiutare il cuore dell’Italia più produttiva e operosa - commenta ancora il CEO e consigliere delegato Carlo Messina -, anche in virtù dei rapporti che la legano alla città. Vuole dire rendersi utile in un programma che vada davvero a beneficio di chi ne ha bisogno".

Sulla donazione da cinque milioni di euro a favore della comunità bresciana è intervenuto anche  il vescovo della città, Pierantonio Tremolada, che ha così commentato: "Non posso che esprimere tutta la  mia personale riconoscenza a questo gesto inatteso da parte di Intesa Sanpaolo che ci offre la possibilità di dare una risposta  immediata ai tanti bisogni delle nostre comunità. Il virus ha colpito non solo le persone, le famiglie e le istituzioni formative e culturali, ma in profondità anche tutto l'assetto economico e imprenditoriale del Paese”.

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Le parrocchie secondo Tremolada stanno risentendo infatti della ricaduta negativa e  dell'interruzione di ogni attività, comprese quelle pastorali e liturgiche e ha aggiunto: "Seguiremo il criterio dell'uguaglianza, in modo da non creare discriminazioni, ponendo attenzione a tutte le parrocchie; il criterio della perequazione, al fine di meglio riequilibrare le disparità tra le parrocchie, ponendo un occhio di riguardo sulle comunità più in difficoltà e il criterio della solidarietà, in modo che chi ha di più possa aiutare chi ha di meno, chi meno ha  patito le conseguenze dell'epidemia possa dare una mano alle realtà economicamente in maggior sofferenza".

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