Coronavirus, blocchi e divieti fino a Pasqua: poi riaperture in modo graduale

Il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Brusaferro: "Assistiamo a un appiattimento della curva, arriviamo fino a Pasqua e poi guardiamo i dati per stabilire come procedere". Angelillo, presidente della Società italiana di igiene e medicina preventiva: "Minore pressione sulle terapie intensive". Sono segnali incoraggianti, ma la stretta non sarà allentata a breve

Foto: ANSA/MATTEO CORNER

Coronavirus, solo dopo Pasqua sarà tutto più chiaro: ci sono piccoli segnali incoraggianti
Siamo nel pieno dell'epidemia, lo ha ribadito solo poche ore fa il ministro Speranza. Ma ci sono primi segnali che possono permettere di guardare avanti. "Il rallentamento c'è. Assistiamo a un appiattimento della curva, non ci sono ancora segnali di discesa ma va meglio. Le importanti misure che sono state adottate stanno mostrando i loro effetti". Lo dice il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, in un'intervista a "Repubblica".

C'è un aspetto che va evidenziato e sottolineato, affinché sia chiaro a quante più persone possibile: anche quando la curva si attenuerà sensibilmente e si stabilizzerà, ci vorranno più settimane affinché ci sia una discesa evidente. Il calo vero non avverrà dall'oggi al domani. Ci aspetta un mese di aprile difficile.

Coronavirus, dopo Pasqua si potrà ragionare su allentamento stretta

"Intanto arriviamo fino a Pasqua e poi guardiamo i dati per stabilire come procedere. Più preciso non riesco ad essere perché su questi temi non è possibile dare una risposta secca, va vista l'evoluzione dell'epidemia. Comunque la decisione finale non spetta a me" sottolinea Brusaferro.

"Dobbiamo osservare un aumento quotidiano dei casi inferiore a quello delle 24 ore precedenti per alcuni giorni consecutivi. Il numero delle nuove infezioni si deve quindi ridurre significativamente. Per ottenere questo trend - aggiunge - bisogna rispettare le misure del governo e fare anche molta attenzione all' isolamento dei positivi o dei loro contatti stretti. La sfida da una parte è certamente quella di garantire assistenza in ospedale a chi ne ha bisogno ma dall' altra è anche quella di occuparsi di chi ha pochi sintomi. Questi cittadini devono fare l'isolamento, a casa o in una struttura protetta".

A proposito delle riaperture future, Brusaferro spiega che "stiamo studiando adesso proprio questo aspetto, per capire come muoverci una volta che la curva sarà in discesa. Purtroppo nel mondo non ci sono esempi da seguire, saremo i primi a fare un'operazione del genere e stiamo studiando vari modelli. Il problema è capire quali forme di apertura garantiscono che la curva non ritorni a crescere. Certamente le riaperture avverranno in modo graduale e dovremo organizzarci per essere capaci di intercettare rapidamente eventuali nuove persone positive. Stiamo anche valutando un' idea degli inglesi, quella dello "stop and go". Prevede di aprire per un certo periodo e poi chiudere di nuovo".

Coronavirus, Conte: "Vicini al picco"

"Siamo nella fase più acuta" dell'emergenza. "È difficile fare previsioni esatte. Gli esperti sono ancora cauti, ma è ragionevole pensare che siamo vicini al picco. Sabato abbiamo superato le 10mila vittime e questo ci fa molto male e dovrebbe allertare la comunità internazionale". Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un'intervista al quotidiano spagnolo 'El Pais'. E' in ogni caso "prematuro" dire quando saranno allentate le restrizioni in Italia, ma ciò dovrà avvenire "in modo molto graduale" nel momento in cui il comitato scientifico riterrà che la curva dei contagi ha iniziato a scendere.

Il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, ha confermato oggi che nonostante un rallentamento ci sia, solo dopo Pasqua ci si potrà sedere al tavolo e capire come procedere sulle restrizioni  Conte ha spiegato poi che il blocco delle attività produttive non essenziali, "è una misura molto dura economicamente. È l'ultima che abbiamo preso e non può essere prolungata troppo a lungo". "Per le scuole e le università, tuttavia, si può provare ad introdurre delle modifiche", ha precisato.

Coronavirus, meno pressione sulle terapie intensive

"La situazione sta lentamente migliorando, indipendentemente da lievi variazioni quotidiane. La curva sembra attenuarsi, sia quella dei nuovi casi diagnosticati, sia quella dei decessi, che però sono l'esito infausto di infezioni contratte le scorse settimane, prima dei blocchi". Sono le parole di Italo Angelillo, presidente della Società italiana di igiene e medicina preventiva (Siti) in un'intervista al "Corriere della Sera".

La minore pressione sulle terapie intensive "è il numero più interessante. Significa che le misure di contenimento stanno funzionando bene ed è ancora meglio che proseguano. In assenza di barriere avremmo avuto una tragedia inimmaginabile, le epidemie non concedono tregua se non si cerca di fermarle in modo deciso. La minore pressione sui centri di rianimazione è l'indicatore della capacità da parte del servizio sanitario di individuare più precocemente il paziente. Un altro dato positivo è che il 58% dei malati sono in isolamento domiciliare perché hanno sintomi lievi dunque non gravano sui dipartimenti di emergenza urgenza e sulle terapie intensive".

Altra piccola notizia positiva. Il team del virologo Roberto Burioni ha sperimentato un vecchio farmaco degli anni '50, il Plaquenil che ha mostrato efficacia a livello di laboratorio nel trattamento del Covid-19, il coronavirus. Lo ha riferito lo stesso Burioni a Che Tempo che fa su Rai 2, precisando che l'efficacia sui pazienti non è certa e che non è il caso di acquistare il farmaco.

Speranza: "Sacrificio richiesto agli italiani non sarà brevissimo"

"Ci sarà bisogno di un sacrificio che non sarà brevissimo" ha affermato il ministro della Salute, Roberto Speranza, ospite di 'Che tempo che fa'. "Ci sono segnali incoraggianti - ha sottolineato - però questo non basta, non è una cosa di domani. Se noi immaginassimo di bloccare queste misure commetteremmo un errore drammatico e bruceremmo quel piccolo vantaggio che stiamo provando a costruire. Vediamo la luce in fondo al tunnel, ma sbagliare i tempi ci precipiterebbe immediatamente indietro".

Nel mondo più di 700mila i casi confermati di coronavirus in base ai numeri della Johns Hopkins University: 704.095. Gli Usa primi per numero di contagi con 132.637 casi confermati, seguiti da Italia con 97.689 casi e dalla Cina, 82.122 casi. Complessivamente i decessi legati alla pandemia nel mondo sono stati 33.509: solo in Italia 10.779 vittime, poi Spagna, 6.606 morti, e Cina, 3.182 morti.

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