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Domenica, 16 Gennaio 2022
Coronavirus

Nuovo decreto Covid, cosa rischia chi non rispetta l'obbligo vaccinale

Le nuove regole, i controlli, le sanzioni e le scadenze da non dimenticare. Tutto quello che c'è da sapere

Una multa di 100 euro una tantum. Questa la sanzione prevista per gli over 50 che entro il primo febbraio non si saranno messi in regola con le vaccinazioni anti Covid. La precisazione arriva da palazzo Chigi, in attesa che sia pubblicato il testo completo del decreto legge siglato il 5  gennaio che - lo ricordiamo -  introduce l'obbligo vaccinale per tutti i cittadini italiani e stranieri, di almeno 50 anni, residenti in Italia o soggiornanti nel nostro Paese iscritti o meno al Servizio sanitario nazionale.

La sanzione sarà irrogata dall'Agenzia delle entrate, attraverso l'incrocio dei dati della popolazione residente con quelli risultanti nelle anagrafi vaccinali regionali o provinciali.  Le multe scatteranno dal primo febbraio 2022 per permettere a chi deve ancora vaccinarsi di prenotare la somministrazione: la certificazione è infatti valida dopo 14 giorni dall'avvenuta vaccinazione. Per gli over 50 guariti dal Covid il vaccino diventerà obbligatorio alla scadenza del Green Pass valido sei mesi dal tampone negativo che certifica la guarigione .

La vaccinazione può essere omessa o differita in presenza di specifiche condizioni cliniche - attestate dal medico di medicina generale e poi valutate dall'azienda sanitaria territorialmente competente - che rendano la vaccinazione stessa non indicata. Data la complessità dell’argomento trattato sarà il medico di medicina generale a dover rilasciare una certificazione di esenzione alla vaccinazione anti SARS-CoV-2 nel rispetto delle circolari del Ministero della salute e delle conoscenze in merito agli effetti avversi.

La guarigione dal Covid non costituisce una motivazione di esenzione, tuttavia chi ha superato l'infezione da SARS-CoV-2 potrà differire la data di vaccinazione così come previsto dalle circolari del Ministero della salute. Pertanto va ricordato che se ai guariti anche non vaccinati viene reso disponibile un green pass "rafforzato" valido 6 mesi, la circolare del 24 dicembre 2021 del ministero della Salute prescrive che "chi non è stato vaccinati entro i 12 mesi dalla guarigione, è indicato di procedere il prima possibile con un ciclo primario completo di vaccinazione". Così a chi contrae il Covid dopo la prima dose di vaccino, è indicato il completamento della schedula vaccinale con una seconda dose entro sei mesi (180 giorni) dalla documentata infezione. Trascorso successivamente un intervallo di quattro mesi (120 giorni) dal ciclo vaccinale primario così completato, è quindi indicata la somministrazione di una dose di richiamo (booster). Se questo è quanto risulta dal ginepraio di norme affastellate dall'accumularsi di decreti e circolari dal Governo, bene comunque rivolgersi al medico di famiglia cui resta il compito centrale di ricevere le segnalazioni di malattia da parte dei pazienti, dirimere i dubbi nei casi particolari, prescrivere terapie tempestive efficaci.

Il super green pass per lavorare e le multe (salate)

Se la sanzione una tantum che il Governo impone ai no vax over 50 è tutt'altro che salata, ben più pesanti sono le multe per quei lavoratori pubblici, privati e i liberi professionisti over 50 che accedono ai posti di lavoro non in regola con le scadenze vaccinali: costoro infatti dal 15 febbraio 2022 saranno soggetti all'obbligo di possedere un Green Pass rafforzato per lavorare. Chi verrà invece trovato sul luogo di lavoro senza super green pass rischia una sanzione da 600 a 1.500 euro. Oltre a risultare assente ingiustificato perdendo così il diritto a retribuzione e contributi.

Bene ricordare che dal primo febbraio la durata del green pass rafforzato si restringe da 9 a 6 mesi, e che occorrono 15 giorni dalla prima vaccinazione per ottenere il green pass. Dunque chi ad oggi non è ancora vaccinato dovrà effettuare la prima dose del vaccino entro il 31 gennaio per ottenere un Green Pass rafforzato valido a partire dal 15 febbraio.

Parimenti rischiano di non poter accedere al lavoro -risultando assenti ingiustificati- gli over50 che al 15 febbraio non saranno in regola con la disciplina delle dosi di richiamo che prescrive una dose di vaccino ogni sei mesi. Ovviamente il computo si azzera in caso di infezione e successiva guarigione dal covid: scattano infatti sei mesi di "green pass rafforzato" per i guariti dalla data del primo tampone negativo successivo alla certificazione di positività.
Quando è obbligatorio il vaccino per lavorare (senza limite d'età)

Va ricordato inoltre che con l'ultimo decreto approvato dal Governo scatta l'obbligo vaccinale senza limite di età per tutto il personale delle università, docente e non docente, che viene definitivamente equiparato a quello della scuola, della sanità e delle forze dell'ordine.

Dal 15 febbraio come detto si aggiungeranno alla lista tutti gli over 50 statali, autonomi o impiegati in aziende private, cui sarà richiesto il vaccino per entrare sul posto di lavoro: nelle aziende, dopo 5 giorni di assenza, il datore di lavoro può sospendere gli over 50 non vaccinati (senza stipendio, ma posto di lavoro non a rischio) e sostituirli con contratti a tempo di 10 giorni rinnovabili fino al 31 marzo.

Fonte: Today.it

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