Lella e Vittorio sono tornati a casa: da 38 giorni erano bloccati sulla nave

Causa Coronavirus nessun porto ha dato il via libera all’attracco della nave Costa Deliziosa, rimasta in mare per 38 giorni consecutivi. Sani e salvi ospiti e membri dell’equipaggio

Nave Costa Deliziosa

Nessun caso di Coronavirus né tanto meno altre problematiche sanitarie tra gli 898 membri dell’equipaggio e i 1.519 ospiti a bordo della Costa Deliziosa, la nave da crociera che in settimana è finalmente attraccata al porto di Genova, dopo oltre un mese di quarantena e dunque di navigazione forzata, sempre in mare senza mai poter raggiungere la terraferma.

La nave del gruppo Costa Crociere era costretta alla navigazione forzata ormai dal 13 marzo scorso, quando in tutta Italia impazzava la furia più violenta del Covid-19. La situazione adesso è decisamente migliorata, ci si avvicina con tutte le precauzioni alla Fase 2, e gli accertamenti medici hanno confermato che tutti stanno bene, su quella nave.

Tra i numerosi ospiti bloccati a bordo c’erano anche due turisti bresciani, marito e moglie più precisamente camuni di Breno: Vittorio Zaniboni e Lella Avanzini. Erano partiti insieme il 5 gennaio scorso, per fare il giro del mondo: sono tornati a casa dopo più di tre mesi e mezzo. Dopo alcuni scali a sud dell’Australia, ai primi di marzo, a metà mese tutti i porti sono stati chiusi.

Il racconto di Lella, bloccata a bordo per 38 giorni

Da qui la decisione del comandante Nicolò Alba di tornare verso l’Italia e aspettare di poter nuovamente sbarcare. “Per 38 giorni abbiamo navigato – ha scritto su Facebook proprio Lella Avanzini – e da Genova siamo stati portati sotto casa, in pullman, sani e salvi. Il lungo e fragoroso applauso che noi, tutti in piedi, abbiamo dedicato al nostro comandante e al suo staff è stato il sincero ringraziamento per tutto ciò che è stato fatto e per tutte le valide scelte prese in una situazione così difficile e delicata”.

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“Non mi sono sentita prigioniera sulla nave – continua Avanzini – ma ero imprigionata nell’angoscia e nel dolore per quanto stava accadendo in Italia e nel mondo. Un mondo stravolto nel quale dovremo imparare a vivere una nuova vita. Prima di scendere ci siamo abbracciati, con guanti e mascherine. Abbiamo pianto, ci siamo ripromessi di rivederci, non sappiamo né dove né quando. Ma io sono certa che prima o poi avverrà”. 
 

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