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Covid: cosa riapre a gennaio e quali regioni rischiano la zona rossa

Nel 2021 un nuovo decreto legge e un nuovo Dpcm dovranno rinnovare le limitazioni nei territori dove l'emergenza coronavirus è ancora alta. Ma alcune attività riprenderanno anche se con regole più stringenti. Vediamo quali

Il premier Conte durante la conferenza stampa di fine anno

Il prossimo 7 gennaio finiscono le limitazioni imposte per le feste di Natale cioè quelle che hanno portato l'Italia ad essere in zona rossa e arancione a giorni alterni e riapriranno le scuole superiori, almeno al 50%. La ripresa dell’attività scolastica anche per licei, istituti tecnici e professionali, è stata annunciata, durate la conferenza stampa di fine anno, dallo stesso premier Giuseppe Conte.

Riapertura delle scuole superiori

“Auspico che il 7 gennaio le scuole secondarie di secondo grado possano ripartire con una didattica integrata, mista almeno al 50% in presenza, nel segno della flessibilità, senza mettere a rischio le comunità scolastiche. Io credo che se, come mi dicono, i tavoli delle prefetture, hanno lavorato in modo efficace, sono state trovate delle soluzioni e potremo ripartire quantomeno col 50%”, ha detto Conte.  E ancora: "Abbiamo approfittato di dicembre per un ulteriore passo avanti, in una logica di massima flessibilità. Abbiamo coinvolto i prefetti, con tutte le autorità coinvolte, per cercare di trovare una sintesi. Abbiamo compreso che il sistema è così integrato che non è possibile decongestionare i flussi attorno alla scuola, anche per il trasporto pubblico locale, se non si integrano i comparti diversi. Le prefetture hanno avuto il mandato di coordinare soluzioni flessibili, da valutare paese per paese, città per città, scuola per scuola. C'è stata disponibilità a differenziare gli orari di ingresso non solo nelle scuole, ma anche negli uffici pubblici."

Le regioni a maggior rischio

E le restanti attività? Almeno fino al 15 gennaio, quando scadranno gli effetti del decreto legge n. 158 2 dicembre e del Dpcm 3 dicembre, resterà in vigore il sistema a zone. Stando all’ultimo report dell’istituto Superiore di Sanità e del ministero sono 9 le regioni a rischio zona rossa, e tra queste non c’è la Lombardia.  In particolare, cinque regioni (Liguria, Marche, Puglia, Umbria e Veneto) sono classificate a rischio alto; 12 a rischio moderato, di cui quattro (Emilia-Romagna, Molise, Provincia Autonoma di Trento e Valle d'Aosta) sono a elevata probabilità di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso si mantenga invariata l'attuale trasmissibilità. In totale quindi le regioni a rischio sono nove, ovvero Liguria, Marche, Puglia, Umbria, Veneto, Emilia-Romagna, Molise, Provincia Autonoma di Trento e Valle d'Aosta.

Possibile riapertura di palestre e piscine

Nel frattempo il governo programma la prossima fase, dal 15 gennaio in poi, con la riapertura di alcune attività e un nuovo Dpcm. Per i bar e i ristoranti dovrebbe rimanere in vigore il sistema delle zone gialla, arancione e rossa e quindi gli esercizi potranno aprire fino alle 18 se si trovano nelle aree con minori restrizioni oppure potranno solo fare servizio d'asporto e consegna a domicilio negli altri casi. Per quanto riguarda sport e stadi, ieri il ministro Spadafora ad Agorà ha regalato una speranza: "Penso sia possibile, seppur con alcune limitazioni, riaprire palestre, piscine e centri di danza entro la fine di gennaio". Per gli stadi invece bisognerà aspettare ancora qualche mese. Invece, scrive oggi Il Messaggero, ci sono buone speranze per cinema, teatri e musei.

Cinema, teatri e musei

L'idea è quella di replicare lo schema attuato lo scorso maggio quando i musei hanno riaperto immediatamente mentre a cinema e teatri è stato lasciato un mese di tempo per riorganizzarsi. Stavolta però, con protocolli e procedure già note, la differenza potrebbe ridursi a 15 giorni. In pratica i musei, con contingentamenti all’ingresso e prenotazione obbligatoria, potrebbero riaprire già all’indomani della scadenza del Dpcm in vigore, vale a dire dal 16 gennaio. Discorso diverso per cinema e teatri che quindi, proprio come palestre e piscine, con buona probabilità vedranno slittare l’orizzonte della riapertura fino alla fine del mese.

Ma anche qui prima sarà necessario valutare i numeri dell'emergenza. Che continuano a non mostrare la caduta dei contagi che era stata vista nella primavera scorsa. E che però all'epoca aveva generato una sensazione di "Liberi tutti" che abbiamo pagato con la seconda ondata di ottobre. 

Fonte: Today.it

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