Domenica, 1 Agosto 2021
Coronavirus

Vaccino coronavirus, da metà gennaio al via: prime dosi per 33mila bresciani

Ecco chi si vaccinerà per primo: aperte le adesioni (su base volontaria) per medici, infermieri, operatori sanitari e ospiti delle case di riposo

Gli inviti sono in arrivo, altri già arrivati in questi giorni: in tempo stringe, perché entro venerdì 18 dicembre dovrà essere pronta la prima lista delle prime adesioni volontarie. La “finestra” della prima fase sarà dedicata a medici, infermieri, operatori sanitari e ospiti delle case di riposo: a loro verrà somministrato - probabilmente da metà gennaio - il vaccino per il Covid-19. Anche la Lombardia si sta attrezzando (e preparando) per la grande campagna vaccinale: nella prima fase dovranno essere vaccinate più di 200mila persone.

La campagna, ricordiamo, sarà coordinata da Roma - dal ministero della Salute e dal supercommissario Arcuri - e a sua volta coordinata da Bruxelles: l’acquisto delle dosi e la programmazione del “Piano strategico” sono azioni concordate dall’Unione Europea insieme a tutti gli Stati membri, prima volta nella storia. E anche per questo non si escludono vaccinazioni in contemporanea in tutto il continente.

Vaccino Covid per oltre 33mila bresciani

E nel Bresciano che succederà? Come scrive il Giornale di Brescia, la prima fase coinvolgerà più di 33mila soggetti. Potranno essere vaccinati, con adesione volontaria, gli oltre 14mila operatori sanitari degli ospedali pubblici e i circa 5.400 degli ospedali privati; i 6.500 operatori delle Rsa e i 6.400 ospiti delle stesse strutture; infine il migliaio (scarso) di medici di base e pediatri di famiglia.

A piccoli passi verso l’immunità di gregge

L’obiettivo nazionale è di raggiungere almeno il 70% della popolazione vaccinata: è la soglia limite per la celebre “immunità di gregge”. Questo significa che in provincia di Brescia dovranno essere vaccinate almeno 850mila persone. Si comincerà un po’ alla volta: la “Fase 2” del vaccino coinvolgerà gli over 80 (sono 17.500 nel Bresciano) e le persone tra i 60 e i 79 anni (44mila), con priorità a chi già soffre di patologie.

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