Bruciano la vecchia in piena emergenza Coronavirus: il fumo arriva dentro l’ospedale

Succede a Montichiari: diversi falò sono stati accesi giovedì sera nelle frazioni di Novagli e Boschetti. Il fumo è arrivato fino all’ospedale dove 150 persone lottano contro il Coronavirus. Uno dei roghi è stato appicato da un consigliere comunale

Foto d'archivio

Indignazione e rabbia. E non poteva suscitare altri sentimenti, la scellerata iniziativa di alcuni cittadini di Montichiari che, in piena emergenza Coronavirus, hanno ben pensato di accendere i tradizionali falò per festeggiare la metà quaresima.

Un rituale antico che poteva avere pesanti conseguenze. Il fumo che si è alzato dai numerosi falò è arrivato fin dentro l’ospedale dalla cittadina della Bassa, tra le più colpite dall’emergenza con 109 contagiati e 8 decessi. Il primo ad andare su tutte le furie, sfogando la sua rabbia su Facebook, è stato il sindaco Marco Togni:

“Sono stato chiamato dall'ospedale perché attorno alla zona boschetti hanno accesso fuochi ovunque e la puzza arriva fin dentro l'ospedale - scrive il primo cittadino -, dove ci sono 150 persone ricoverate perché non respirano. Non credo ai miei occhi: tutt'attorno è una colonna di fumo. Ma dove lo avete il cervello? Dentro la gente muore e voi accendete i fuochi fuori? Ma non vi vergognate?”

Questo il posto comparso giovedì sera sulla bacheca Facebook del sindaco. Peccato che, come hanno puntualmente fatto notare alcuni monteclarensi, uno dei roghi sia stato acceso proprio da un consigliere comunale. E il falò è stato pure acceso in diretta Facebook: il filamato è ancora visibile sulla pagina dedicata.

Un cattivo esempio che ha aizzato ancora di più le polemiche. Per rispondere ai numerosi ‘attacchi’ piovuti sui social, il consigliere comunale ha quindi postato un altro video per difendersi e spiegare che il suo falò era di piccole dimensioni: “Un mucchietto di legna - così lo ha definito - acceso a 5 chilometri dall’ospedale. Prendetevela con chi ha bruciato a 300 metri dal nosocomio. È un attacco politico, se non fossi stato un consigliere comunale nessuno avrebbe detto nulla, infatti nessuna critica è stata mossa agli altri agricoltori che hanno portato avanti questa tradizione rurale.”

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Un rituale al quale, a quanto pare, non si può proprio rinunciare. Nemmeno per rispetto delle persone che in queste tremende ore stanno piangendo i lori cari che se ne sono andati in solitudine, senza una parola o un gesto di conforto.

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