Vendita di cibo e bevande d’asporto: le regole da rispettare

In occasione del primo vero fine settimana post-lockdown, il Comune di Brescia rende note le regole da rispettare per evitare multe, chiusure e ridurre il rischio di contagio

Foto Flickr Comune di Brescia

Il Comune di Brescia annuncia controlli serrati sui locali e le attività che propongono servizio di vendita da asporto: saranno concentrati soprattutto nel primo vero weekend post-locdown. La vigilanza è affidata alla Polizia Locale, con il coordinamento del commissario Alessio Fenotti, responsabile del nucleo Polizia commerciale. L’amministrazione comunale, in una nota, ricorda che “per la vendita e l’acquisto dei prodotti da asporto, è necessario rispettare tutte le direttive e le norme previste”.

Le regole da seguire

Ci sono alcune semplici regole da rispettare, per non incorrere in sanzioni o peggio in chiusure forzate dei locali. Questo in estrema sintesi quanto previsto dalla norma nazionale, contenuta nel Dpcm del 26 aprile scorso e valido dal 4 maggio:

  • I clienti che acquistano cibo o bevande da asporto non possono consumare all’interno del locale quanto hanno comperato ma devono allontanarsi subito
  • I gestori sono invitati a posizionare banconi o tavoli all’ingresso (all’interno, non fuori) servendo il pubblico sulla porta, per evitare l’ingresso
  • Dopo l’acquisto, i clienti si devono allontanare e non possono restare nei pressi dell’esercizio commerciale.

Controlli della Polizia Locale

A Brescia ovviamente si trova già di tutto: dal semplice caffè all’aperitivo, cibo da asporto e altre prelibatezze. Nel corso dei controlli, la Polizia Locale inviterà comunque i gestori a rimuovere eventuali contenitori di rifiuti, cestini, tavolini o appoggi che possano indurre il cliente a fermarsi per consumare alimenti e bevande. 

Eventuali occupazioni di suolo pubblico, anche se autorizzate, non dovranno essere fruibili. In caso di assembramento, come previsto dal Dpcm, si prevede una sanzione da 400 euro per il titolare del locale, oltre alla chiusura immediata per l’attività (per un minimo di cinque giorni).

La norma nazionale

La vendita di cibi e bevande da asporto è consentita da parte dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande (come bar e ristoranti) e da parte delle attività artigianali come rosticcerie, pasticcerie, gelaterie, pizzerie al taglio, con esclusione degli esercizi e delle attività localizzati in aree o spazi pubblici in cui è vietato l’accesso in base a ordinanze regionali o comunali. 

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Come detto, rimane l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali, il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi. L’asporto è consentito anche negli esercizi di somministrazione posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nelle aree di servizio e di rifornimento carburante.

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