Chiese riaperte, in sicurezza: ma in Germania 107 contagiati durante la messa

Anche a Brescia e provincia sono ripartite le celebrazioni religiose, nel rispetto delle norme sanitarie e del distanziamento sociale: paura per quanto successo in Germania

Brescia, Chiesa della Conversione di San Paolo (foto Christian Penocchio)

Meteo permettendo, i funerali si celebrano ancora all'aperto: sarà così, ad esempio, sia per la cerimonia di Davide Boschi a Sirmione che per quella di Luca Chiodi a Paitone. Ma intanto, in tutta la provincia, in chiesa si è ricominciato a celebrare messa: in questo fine settimana in gran parte del territorio bresciano sono andate in scena le prime celebrazioni post-lockdown.

Le regole per la riapertura delle chiese

Con regole precise, fissate dal Governo e ribadite dalla Regione: ingressi contingentati, obbligo di mascherina (e in alcune parrocchie anche dei guanti), misurazione facoltativa della temperatura corporea (ma da qualche parte si fa), distanziamento sociale obbligato di almeno un metro e mezzo, sanificazione obbligatoria delle superfici.

Anche a Brescia si sono già celebrate le prime messe: a partire dal Duomo, dove erano attese più di 100 persone (il numero massimo consentito) ma ne sono arrivate forse la metà, oppure a San Polo, dove c'era anche il sindaco Emilio Del Bono per l'ammainabandiera del gonfalone del Comune di Brescia che era stato esposto fuori dalla parrocchia fin dai giorni più bui dell'epidemia.

Germania: più di 100 contagiati in chiesa

Ma se da noi (almeno per ora) sembra andare tutto bene, non è così in Germania dove il lockdown era stato allentato con qualche giorno d'anticipo. In queste ore si discute di una notizia che ha fatto preoccupare non poco le autorità sanitarie e non solo: dopo una messa celebrata un paio di settimane fa in una chiesa cristiano-battista di Francoforte, sono stati accertati ben 107 nuovi contagi da Coronavirus.

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Nonostante siano stati rispettati, così dicono i responsabili religiosi, tutti i protocolli di sicurezza, che vanno appunto dalla sanificazione delle superfici al distanziamento obbligatorio di almeno 2 metri tra una persona e l'altra. Qualcosa è andato storto. C'è da sperare si tratti di un caso isolato, altrimenti è tutto da rimettere in discussione. 

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