Strage nelle case di riposo: 1.600 morti in due mesi, aperti 60 fascicoli d’indagine

Sono 1.600 i decessi nelle 84 case di riposo accreditate da Ats Brescia: sono 60 i fascicoli d’indagine su cui indagano la Procura e i Carabinieri

Coronavirus e case di riposo, le indagini proseguono: anche in provincia di Brescia. Sono 60 i fascicoli aperti nel Bresciano, con 19 relazioni preliminari già depositate: nei soli mesi di febbraio e marzo si contano 1.600 decessi nelle 84 Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) accreditate da Ats Brescia, più di 26 al giorno, a conti fatti circa un quarto (quasi il 25%) del totale degli ospiti. E’ bene ricordare, inoltre, che all’elenco mancano ancora i dati relativi alle 16 Rsa della Valcamonica accreditate dall’Ats della Montagna.

Non tutti questi, ovviamente, sono riconducibili al Coronavirus: alcuni sono andati avanti per l’età o per altre patologie. Ma quanti sono invece quelli che sono morti anche di Covid e che non sono mai stati sottoposti a tampone? E quali sono le responsabilità dei singoli amministratori e quali invece delle istituzioni più alte?

Le indagini di Procura e Nas dei carabinieri

Sono queste solo alcune delle domande cui cercherà di rispondere la Procura di Brescia, che ha affidato le indagini al Nas (il Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri) con il supporto di Ats, l’Agenzia di tutela della salute. Anche le inchieste bresciane sono conseguenza di esposti e denunce sia di privati cittadini che di associazioni (come il Codacons). Al momento nessuna persona risulterebbe indagata.

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In tutta la Lombardia sono a migliaia i decessi legati al Covid nelle case di riposo. Anche se il problema è continentale: si stima che almeno il 40% delle vittime per Coronavirus in Europa fossero ospiti nelle case di riposo. Persone fragili travolte dalla furia di un virus sconosciuto. Ma anche vittime di qualche errore umano e di valutazione. Su questo cercano di far luce gli inquirenti, anche in provincia di Brescia.
 

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