Coronavirus, troppi morti nelle case di riposo: scattano i controlli dei carabinieri

I Nas di Brescia effettueranno delle verifiche nelle Rsa del Bresciano per accertarsi che siano stati rispettati i protocolli e le direttive previste per contenere i contagi. Nelle case di riposo della nostra sono deceduti 200 anziani.

Ci sono tanti casi eclatanti, purtroppo, anche in provincia di Brescia: case di riposo e di cura, Rsa che in questo mese hanno visto morire tanti, troppi ospiti. Colpa del Coronavirus, nella maggior parte dei casi, ma le certezze non si hanno. Ormai è un fatto risaputo: i tamponi agli ospiti delle Rsa, così come al personale, non sono praticamente stati mai fatti. Almeno fino a pochi giorni fa, quando nella nostra provincia - dopo gli appelli lanciati da diverse strutture e dai sindaci - si è cominciato a fare ai dipendenti e pure agli aniznai 'sintomatici'.

Nel mese di marzo però gli anziani deceduti nelle Rsa della provincia sono stati oltre 200. Sono 1.130 i decessi totali nelle strutture lombarde, su un totale di 5.886 residenti: il tasso di mortalità è del 19,2%, quasi uno su cinque. Decessi su cui sia la Regione - che ha istituito una commissione d’inchiesta - che i carabinieri vogliono ora fare luce. I Nas (Nucleo antisofisticaizone e salute) di Brescia sono al lavoro per capire come le diverse strutture hanno gestito l’emergenza e verificare il rispetto dei protocolli emanati per contenere il contagio. Controlli che sanno effettuati per fare piena luce su quanto accaduto nelle Rsa, ma tenendo conto delle conoscenze e delle direttive emanate all’inizio dell'epidemia.

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Da qualche giorno si è cominciato a fare i tamponi nelle Rsa bresciane e i dati confermano che il Coronavirus si è diffuso e parecchio all’interno delle strutture. In una sola settimana sono stati sottoposti al test oltre 2mila dipendenti delle case di riposo e ben 545 sono risultati positivi (circa il 25%).

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