Strage di anziani nella Rsa: "Mia madre è stata immobilizzata nel letto per giorni, poi è morta"

La rabbia e il dolore di una donna bresciana: sua madre, ospite della casa di riposo Santa Maria del Castello di Carpenedolo, è spirata pochi giorni fa. Dall'inzio dell'epidemia all'interno della struttura sono morti 21 anziani.

foto d'archivio

La voce è carica di rabbia e indignazione. Una collera tale da sovrastare anche il dolore per la perdita improvvisa e inattesa della sua mamma che da anni era ospite della casa di riposo Santa Maria del Castello di Carpenedolo. Si è spenta sola, nel suo letto, domenica. La figlia ci chiede l'anonimato, temendo ripercussioni, ma non vuole che quanto accaduto finisca nel dimenticatoio.

"Mia mamma stava bene: soffriva di demenza senile, ma non aveva altre patologie. Dall'oggi al domani l'hanno immobilizzata e non poteva più alzarsi dal letto, nemmeno per andare in bagno. Durante una videochiamata mi sono accorta che era provata, straziata da quella condizione: si lamentava perché era legata al letto con una cintura. Ho chiesto spiegazioni al personale e mi è stato detto che avevano ricevuto istruzioni dall'alto e che, una volta finita l'emergenza, l'avrebbero rimessa in piedi."

Non c'è stato tempo. L'84enne è spirata domenica: "Ho ricevuto una chiamata in cui mi è stato spiegato che l'avevano trovata morta nel letto. Mi è stato detto che la causa del decesso era un attacco cardiaco, ma io come posso sapere che è vero, che non aveva altro? Non solo non le ho detto addio, ma non ho potuto nemmeno vegliare sulla sua salma. Ho visto solo la bara, chiusa, al cimitero."

In una nota la Fondazione Santa Maria del Castello, che gestisce la rsa, ha chiarito perché gli anziani vengono tenuti a letto.

Per gli ospiti parzialmente autosufficienti la Fondazione ha optato necessariamente per la loro collocazione a letto (sebbene questo comporti maggiori costi e dispiego di più personale), tenuto conto che quella parziale autosufficienza in molti casi è associata a fenomeni di demenza senile, ne consegue che se da un lato essi sono in grado di deambulare, dall’altro, proprio per la scarsa o ridotta capacità cognitiva, potrebbero girare inconsapevolmente all’interno della struttura, con il rischio accedere in luoghi o stanze dove sono ricoverati ospiti positivi. E comunque, seppure allettati, non vengono privati di alcuna assistenza o cura da parte del personale sanitario.

21 decessi in un mese e nessun tampone

L'84enne non è l'unica vittima: nell'ultimo mese all'interno della struttura si sono spenti 21 anziani. E nessuno di loro, ufficialmente, a causa del Coronavirus. Nessun tampone è infatti stato eseguito agli ospiti, come al personale, fino a pochi giorni fa, come ha confermato a Bresciatoday. it Fausta Brontesi, presidente della Fondazione che gestisce la casa di riposo.

"Le disposizioni erano diverse: ci era stato vietato di fare i tamponi, altrimenti li avremmo fatti molto prima. Dal 2 aprile scorso la Fondazione è riuscita ad ottenere dall’Ats gli strumenti per fare i test al personale dipendente e agli ospiti e sono già stati eseguiti."

I primi risultati hanno confermato che 18 dipendenti sono positivi al Coronavirus e per tutti loro è stata disposta la quarantena:

La loro assenza non pregiudica minimamente l’organizzazione del lavoro - si legge in un comunicato stampa -. La Fondazione ha sempre mantenuto un livello occupazionale superiore alle proprie ordinarie esigenze e, quindi, in questo particolare frangente emergenziale, gode di una forza lavoro che le consente di coprire tutti i ruoli e le funzioni all’interno della Rsa.

La presidente assicura inoltre che sin dalla fine di febbraio sono state prese tutte le precauzioni del caso per limitare il rischio di contagi, e che il personale è stato immediatamente dotato dei dispositivi di protezione.

Sono state adottate tutte le misure necessarie per garantire e assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione delle stanze degli ospiti, delle postazioni di lavoro, delle aree comuni ed è stato dotato tutto il proprio personale dei dispositivi di protezione individuali previsti.

I famigliari degli ospiti raccontano uno scenario del tutto differente: "Nessun dipendente aveva le mascherine fino a 10 giorni fa. Anzi a chi se le metteva veniva chiesto di togliersela, per non spaventare gli anziani. Hanno lasciato morire gli ospiti uno dopo l'altro."

Anche Rosa (nome di fantasia) è preoccupata per la nonna: tra qualche mese compirà 100 anni ed è ancora ospite della rsa:

"Giovedì 9 aprile abbiamo ricevuto una chiamata dalla struttura che ci ha completamente spiazzati: ci è stato comunicato che la nonna reagiva bene alla cura. Siamo rimasti sorpresi perché non sapevamo che stesse male. Abbiamo insistito per capire come mai prendesse dei farmaci e a quel punto ci hanno detto che dal primo aprile ha la febbre, mangia poco ed è disidratata. Le hanno fatto il tampone e stanno ancora attendendo l'esito. Intanto altri tre ospiti sono morti. Credo che sia il caso che qualcuno faccia delle verifiche e dei controlli all'intero della struttura, per capire cosa stia accadendo prima che ci siano altre vittime: la nonna potrebbe proprio essere la prossima".

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