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Controlli della polizia (foto d'archivio)

Controlli della polizia (foto d'archivio)

Dpcm, la Lombardia chiede una deroga? Brescia sarebbe comunque in "rosso"

I dati sull'incidenza provinciale confermano la situazione delicata in provincia di Brescia: con 169 casi per 100mila abitanti saremmo comunque in zona rossa

Da giorni la discussione incalza, nei palazzi e non solo: la Lombardia si merita la zona rossa? Il Pirellone ha annunciato un ricorso al Tar, e domenica la nuova vicepresidente Letizia Moratti ha sollecitato il ministro della Salute Roberto Speranza – si legge in una nota – “a una decisione di sospensiva in attesa dell'aggiornamento degli indici Rt basato su dati che configurerebbero per la Lombardia un livello di rischio attuale tutt'altro che da zona rossa”.

“La revisione sollecitata per martedì – spiega Moratti – potrà essere molto più puntuale e oggettiva e dimostrare il minor grado di rischio. Si tratta di una sospensiva di 48 ore che sono certa troverà poi una conferma definitiva per l'intera regione, a seguito del ricalcolo aggiornato degli indici che alla data del 16 gennaio risulterebbe di 1,01, in decremento dall'1,17 di domenica 10 gennaio”.

L'ipotesi di zone rosse provinciali

Ma il discorso vale davvero per l'intera regione? Da tempo si paventa anche l'ipotesi di una suddivisione a zone ma che siano provinciali e non più regionali. Fosse così, però, sarebbe una doccia fredda per la provincia di Brescia. Negli ultimi sette giorni si sono registrati 2.135 nuovi positivi totali, con una media di 305 casi al giorno – 335 nelle ultime 24 ore, il (doppio) picco è invece del 13 e 14 gennaio, con 365 casi.

La mappa della Lombardia

Nella mappa delle zone provinciali il territorio bresciano sarebbe comunque in rosso: lo riferisce Pillole di Ottimismo, che riporta – al 17 gennaio – un'incidenza media di 169 nuovi casi per 100mila abitanti, quindi al di sopra della soglia di rischio. In Lombardia sarebbero dunque zone rosse anche le province di Sondrio (205 casi ogni 100mila abitanti), di Pavia (180) e Como (172). La soglia di rischio lombarda – calcolata, come per le altre regioni, anche in base alla disponibilità di posti letto Covid, soprattutto in area critica – è fissata a 153 nuovi contagi ogni 100mila residenti.

Nessuna richiesta di deroga

Sarebbero invece sotto la soglia di rischio le province di Varese (151 casi ogni 100mila abitanti), Lodi (129), Lecco (126), Milano (113), Cremona (103), Monza e Brianza (84) e soprattutto Bergamo (51), il territorio più colpito dalla prima ondata. Va in tal senso la richiesta di deroga alla zona rossa avanzata dal presidente della provincia Gianfranco Gafforelli e dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori. A fronte dei dati citati poche righe fa, ecco il motivo per cui a Brescia non è stata presentata alcuna richiesta di questo tipo.

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