Brescia come Wuhan? Per la normalità, mesi di quarantena e tamponi porta a porta

A Wuhan la vita è pronta a tornare (quasi) alla normalità dopo due mesi di quarantena: quanto ci vorrà ancora in Italia e in Lombardia? L’ipotesi dei tamponi porta a porta

Madici di Wuhan (EPA/TOM KUO CHINA OUT)

Nella provincia dell’Hubei hanno (ri)aperto i primi ristoranti: si entra pochi alla volta, mascherine e guanti all’ingresso, gel disinfettante a portata di mano, distanza di sicurezza (di qualche metro) tra un tavolo e un altro. Hanno riaperto le fabbriche e le aziende, sono stati riattivati i trasporti: tutto un po’ alla volta, e con la massima cautela. In zona i nuovi contagi sono pressoché spariti, così come a Wuhan, la città epicentro della pandemia da Coronavirus che da quando è cominciata ha infettato più di 424mila persone in 170 Paesi del mondo. 

Nella “capitale” del Covid-19, dove abitano più di 11 milioni di persone, è stata fissata la data ultima per il ritorno alla (quasi) normalità: mercoledì 8 aprile 2020, quando verrà definitivamente abolito il “lockdown” e ulteriormente allargate le maglie stringenti della quarantena. A conti fatti, sono circa quattro mesi dall’inizio dell’epidemia.

Sarà questo anche il tempo italiano? Presto per dirlo. Il Governo non esclude lockdown alterni addirittura fino al 31 luglio. Ma per il professor Massimo Galli dell’ospedale Sacco di Milano, come si legge sul Fatto Quotidiano, ad oggi non ci sono date affidabili, “quello che è certo che il tempo minimo è da qui alle prossime tre settimane”.

Modello Wuhan anche in Lombardia

Non v’è altra soluzione, dice Galli, se non il modello Wuhan in Cina e il modello Codogno in Italia, ovvero il distanziamento sociale. In Lombardia lo dovremo rispettare tutti, e a lungo: nel frattempo si dovrà risalire nel modo più preciso possibile al numero reale dei contagiati da Covid-19, per tracciare i loro movimenti, metterli in quarantena, evitare l’ulteriore espandersi dell’epidemia.

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Si pensa a misure drastiche, ma per cui ci vorranno tempo, soldi e operatori. Una sorta di tracciatura porta a porta, che potrebbe coinvolgere le realtà lombarde tra cui anche la provincia di Brescia: i tamponi che suonano al campanello, per monitorare gli eventuali positivi in ogni ambiente familiare e allontanare chi è già stato infettato. 
 

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