Locale affollato, la foto sul web scatena la polemica

Un fermo-immagine di un video girato in un locale - chiuso, pieno di gente senza mascherina - postata sui social ha dato il via a una discussione circa i controlli

Immagine tratta da Facebook, gruppo "Brescia che NON vorrei"

Riaperto dopo mesi, affollato da tanti che non vedevano l'ora di tornare a divertirsi ballando o semplicemente ascoltando musica, e subito oggetto di pesanti critiche. Stiamo parlando del Social Club di via della Ziliola. Il sasso virtuale è stato gettato nel gruppo Facebook «Brescia che NON vorrei - segnalazioni (degrado e altro) città e provincia» da parte di un giovane studente (l'immagine è un frame tratto da un video su Instagram). 

A corredo dell'immagine, il suo autore scrive, in un lungo post: «Purtroppo la qualità non è delle migliori essendo un fermo immagine tratto da un video, ma è comunque visibile la moltitudine di gente presente e lo scorretto o a volte completamente assente utilizzo delle mascherine (che devono essere obbligatorie secondo il regolamento del locale). Cercando su Google il locale risulta avere una metratura di 2000 metri quadrati, e il locale specifica che ogni persona debba tenere due metri di distanza dagli altri (senza contare lo spazio occupato dal bancone e dalla console e dal privè, non presente nell'immagine perché a destra rispetto all'inquadratura ma con almeno 6/7 tavoli che dovrebbero tenere ciascuno 10 persone). A causa dell'emergenza e delle successive disposizioni di legge ristoranti, bar e locali hanno dovuto ridurre i posti, aule studio e cinema chiusi o con posti contingentati, stadi chiusi e concerti sospesi nel pieno rispetto delle norme. Ma a quanto pare in alcuni luoghi questi protocolli non vengono rispettati». 

Come è facile prevedere, lo scatto e la didascalia hanno provocato centinaia di commenti, riassumibili in due filoni: chi se la prende col ragazzo per il "terrorismo psicologico" nei confronti di chi vuole divertirsi e contro i gestori del locale fermi da mesi, e dall'altra parte chi ritiene inaccettabile tale affollamento, soprattutto in confronto alle tante limitazioni che ci sono (ci saranno) ad esempio nelle scuole o nelle università. 

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Un commento è stato pubblicato anche dai gestori del locale: «La gente non sta ballando e quindi la distanza da tenere per regolamento diventa 1 metro. Come tu hai perso tempo a fare "le tue verifiche", noi ci siamo presi la briga di perdere tempo a mettere 1 pallino e poi contare... risultato: meno di 60 teste! Per una foto "sensazionalistica", sgranata e dalla prospettiva discutibile, fai rischiare la chiusura a un locale che dà lavoro a quasi cinquanta persone. Pensi che gli organi competenti diano i permessi a caso senza sapere a cosa vanno incontro? Se dovessimo denunciare ogni azione sospetta giudicata da una foto sui social, nessuno dovrebbe più uscire di casa». 

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