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Curva dei contagi ancora in salita: nel Bresciano sono 28 in più in un giorno solo

La nostra provincia al secondo posto in regione dopo Milano. Non si registrano ancora nuovi decessi, e calano i ricoveri, ma una persona finisce in terapia intensiva

Il dato circa i ricoveri è incoraggiante - altri sei in meno, per un totale di 149 - ma si tratta dell'unica buona notizia. Anche il Bresciano, come il resto d'Italia, per non parlare dell'Europa, è interessato dall'aumento del nuomero di casi di coronavirus. Nelle ultime 24 ore i nuovi casi positivi sono stati 28, dei quali 6 in città e uno di competenza dell'Asst di Vallecamonica. Il giorno prima i casi erano stati 23

I malati in terapia intensiva tra città e provincia sono attualmente 17, uno in più rispetto a giovedì. A livello regionale i maggiori incrementi riguardano la provincia di Milano, 54 nuovi casi (dei quali 31 a Milano città), seguita da Brescia, Monza (+18), Bergamo (+17), Cremona (+9), Mantova e Come (+8), Varese (+7), Lecco (+5), Lodi e Pavia (+4) e Sondrio (+1). Sei i decessi in Lombardia, nessuno di questi nella nostra provincia, dove non si registrano croci dal mese di luglio.    

Nel resto d'Italia i contagi sono cresciuti di quasi mille unità, toccando quota 947. Tra la crescente preoccupazione di governatori regionali e uomini di Governo, il ministro della Salute Roberto Speranza ha lanciato un appello ai giovani, sempre più colpiti dal virus (l'età media dei contagiati si è abbassata attorno ai 30 anni): «L'età media dei contagiati - ha detto Speranza - è scesa a trent'anni. Molti dei giovani infetti hanno sintomi debolissimi o non li hanno proprio, ma presto il contagio potrebbe arrivare a genitori e nonni». 

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