Coronavirus, in Lombardia 326 casi e 69 morti: "Difficilmente questo virus sparirà"

Nel giorno delle riaperture arrivano due buone notizie: in tutta Italia i dati sui nuovi casi e sui decessi sono i più bassi da mesi. In Lombardia 326 casi e 69 morti

Foto d'archivio

Il primo giorno delle riaperture porta con se qualche notizia positiva: in tutta Italia sono 675 i nuovi casi di positività al Coronavirus, il dato più basso da marzo, con 145 morti, anche questo il più basso dal 9 marzo scorso (di fatto il primo giorno di lockdown). Ma la battaglia è ancora lunga: a parte il fatto che non c'è una regione italiana in cui si siano registrati zero casi nelle ultime due settimane, è la Lombardia l'osservata speciale di questa Fase 2 della Fase 2.

I dati aggiornati in Lombardia

Nelle ultime 24 ore sono 326 i nuovi casi, il 48,29% di tutti i nuovi casi italiani (che senza la Lombardia sarebbero 349): 11.809 i tamponi processati, di cui il 2,76% sono risultati positivi (quasi tre volte in più che in tutta Italia: 60.101 tamponi processati di cui 1,1% positivi). Dei 145 decessi italiani 69 sono lombardi, il 47,58%: totale 15.519 in Lombardia, poco meno della metà di tutti i decessi per Coronavirus italiani (31.908).

Continua a calare la pressione sugli ospedali. Sono 4.735 i ricoverati per Covid in Lombardia, di cui 4.480 (il 94,61%) in buone condizioni e 255 in terapia intensiva, il 33,46% di tutte le terapie intensive italiane (762). I casi per provincia: sono 56 i nuovi positivi nel Bresciano, totale 14.147; a Milano 110 nuovi casi, totale 22.151 di cui 9.371 in città.

I dati aggiornati per provincia

Seguono le province di Bergamo (12.443 casi totali, più 46), Cremona (6.323, più 10), Monza e Brianza (5.287, più 22), Pavia (4.979, più 35), Varese (3.379, più 3), Lodi (3.351, più 10) e Mantova (3.291, più 9). Il rallentamento è evidente, ma è ancora necessario mantenere la massima attenzione (e la massima cautela).

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“Non è il  movimento ma l'incontro tra persone che favorisce l'incremento del contagio, sono le aggregazioni – ha detto a Sky l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco – Purtroppo il rischio zero non esiste. Le misure di sicurezza lo riducono, ma abbiamo bisogno di un sistema di monitoraggio solido per individuare gli eventuali focolai. Difficilmente questo virus sparirà, ma possiamo tenerlo sotto controllo. L'unico modo, ad oggi, è limitare gli incontri al minimo necessario”.

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