Coronavirus a scuola: due alunni contagiati, tutta la classe in quarantena

Succede alla scuola primaria di Casazza: gli alunni di una terza resteranno in quarantena almeno per i prossimi 10 giorni

Foto d'archivio

Nuovi casi di Covid in una scuola del Bresciano: coinvolta la primaria Casazza, che fa parte dell'Istituto Comprensivo Nord 1 di Brescia. Nei giorni scorsi sono stati segnalati, come positivi al coronavirus, due alunni della classe terza ed è quindi scattata la quarantena per tutti i compagni: in tutto 18 bambini. Come da protocollo non torneranno sui banchi almeno per i prossimi 10 giorni, in attesa di sottoporsi al tampone di controllo. I docenti continueranno invece ad andare a scuola: "Hanno sempre mantenuto le distanze e la mascherina, quindi non si rende necessario l'isolamento fiduciario" ha fatto sapere la dirigente Ersilia Conte.

Tutta la classe a casa, quindi, almeno fino al 22 novembre. A deciderlo, prima di Ats, è stata la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo. Appena ha avuto notizia dei due casi di positività tra gli studenti della terza, ha immediatamente sospeso le lezioni per l’intera classe. La circolare di Ats, che dispone la quarantena per i compagni, non sarebbe infatti ancora arrivata.

Non certo un caso isolato, anche all'interno della stesso istituto comprensivo. "Solo alla primaria di Casazza ho un'altra classe in quarantena e una che è rientrata dopo aver concluso il periodo di isolamento domiciliare - ci racconta la dirigente dell'istituto comprensivo Nord 1 -. Ormai, purtroppo, i casi di positività tra studenti e insegnanti sono all'ordine del giorno. Noi facciamo il possibile per prevenire i contagi all'interno della scuola, attenendoci scrupolosamente alle prescrizioni del comitato tecnico scientifico e del ministero, cercando di svolgere l'attività il più possibile all'aperto: abbiamo la fortuna di avere ampi spazi all'esterno e un parco nelle vicinanze."

"Certo non possiamo controllare ciò che avviene fuori dalle mura scolastiche: la scuola si trova a ridosso dell'ospedale, perciò molti genitori dei nostri alunni sono operatori sanitari che sono ovviamente tra le categorie più a rischio e colpite dalla pandemia", conclude la professoressa Ersilia Conte. 

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