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Bar e ristoranti: il grido d'aiuto dopo due mesi di chiusura

I gestori dei locali cittadini hanno chiesto un incontro con il Comune per discutere circa eventuali iniziative di sostegno e proporre idee per il rilancio

«Responsabili e rispettosi. Obbedienti e composti. Chiusi da due mesi. E adesso!?». Questo il messaggio che da ieri compare su numerose vetrine di bar e ristoranti della città. I gestori dei locali si sono anche fatti immortalare in piazza Paolo VI, sotto il Duomo Vecchio, tenendo in mano i cartelli. 

La protesta, pacifica, costruttiva, arriva a 48 ore dalla prima parziale ripartenza, la cosiddetta Fase 2, che per i locali vorrà dire anche servizio d'asporto oltre a delivery, già effettuato da molti. Al momento però non c'è alcuna precisa indicazione circa le modalità di apertura vera e propria, né ipotesi di organizzazione degli spazi (distanze minime, affollamento, pannelli divisori, etc.), e tutto questo mentre le spese, le bollette, gli affitti, sono da pagare. 

I gestori dei locali hanno chiesto un incontro alla Loggia, per sedersi allo stesso tavolo degli amministratori e valutare in sinergia proposte e aiuti concreti per la categoria. Alcuni esempi? Abbattere le tasse, consentire l'utilizzo di plateatici molto più estesi, valutare sostegni per gli affitti. 

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