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Astrazeneca, a 750 docenti il vaccino dal lotto sequestrato: ora c'è paura

Sequestrate in provincia di Brescia più di 4mila dosi: il lotto sospetto è ABV5300, che sarebbe già stato somministrato a 750 docenti

L'azienda, per ora, l'ha risolta in poche righe: “La sicurezza del vaccino è stata confermata dai triali in Fase 3, e anche i dati di revisione confermano che il siero, in generale, è ben tollerato”. Ma sicuramente non finirà qui: anche se fonti ufficiose già parlano di presunti errori nella conservazione, nella diluizione o nella somministrazione. E' scoppiato il caso del vaccino AstraZeneca, il siero prodotto dalla multinazionale anglo-svedese e sviluppato in collaborazione con l'Università di Oxford.

Il caso del lotto ABV2856: è sotto sequestro

Il “caso” riguarda in particolare il lotto ABV2856, per cui l'Aifa (l'Agenzia italiana per il farmaco) ha decretato il sequestro immediato a seguito di tre decessi considerati “sospetti”: tra questi il 50enne Davide Villa, agente della Squadra mobile di Catania deceduto il 7 marzo per trombosi venosa, a 12 giorni dalla somministrazione, e Stefano Paterno, sottufficiale 43enne della Marina militare di stanza ad Augusta, morto il 9 marzo per un arresto cardiaco (a circa 24 ore dalla somministrazione della prima dose).

Sequestri anche a Brescia e in Lombardia

Sono in corso accertamenti e verifiche: nel frattempo i Nas, il Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri, ha già provveduto a sequestri anche in Lombardia e in provincia di Brescia (circa 4mila dosi). Le Aziende socio-sanitarie sono già al lavoro per la sostituzione delle dosi sequestrate con altre dosi, di altri vaccini. Ma pare ci sia già una discreta platea di già prenotati che a fronte della possibilità di utilizzare AstraZeneca avrebbe già disdetto la prenotazione.

Questo vaccino, ricordiamo, viene somministrato alle persone più giovani, in virtù della sua efficacia conclamata per fasce d'età più basse. In provincia di Brescia sarebbe già stato somministrato a circa 750 docenti: saranno costantemente monitorati dal punto di vista clinico, da qui alle prossime settimane, ma è normale che alcuni di loro adesso abbiano paura.

Burioni: "Ci dicano dove è stato distribuito"

Al di là degli accertamenti giudiziari, anche il mondo scientifico s'interroga su quanto successo. “E' compito della casa farmaceutica – scrive il noto virologo Roberto Burioni – chiarire quanto sta accadendo. In questo momento dovrebbero essere già online tutte le analisi di sicurezza del batch ABV5300 del vaccino (quello che sembra abbia causato problemi), tutti i luoghi dove è stato distribuito, i dati crudi che hanno portato all'approvazione del batch stesso. Invece niente, solo una breve dichiarazione. Un comportamento che non dovremmo consentire”.

Sileri: "Giusto il sequestro ma attenzione ai numeri"

Sul tema è intervenuto anche il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri: “Giusto che quel lotto venga sequestrato – ha dichiarato a Piazza Pulita – ma i numeri corrispondono ad una percentuale similare alla popolazione normale. Ovvero, ogni anno in Italia si contano 60mila morti improvvise, circa 8 al mese ogni 100mila abitanti: le percentuali dei vaccinati con AstraZeneca sono uguali o addirittura inferiori”. Il riferimento è anche alla campagna vaccinale inglese, una delle più efficaci del pianeta: qui AstraZeneca è stato somministrato a più di 9 milioni e mezzo di persone, anche anziani, con circa 200 deceduti per cui però non è stata trovata alcuna correlazione con il vaccino. 

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