"Riaprire tutto adesso è troppo rischioso": parla il virologo che ha salvato il Veneto

Nei giorni del lockdown gli stessi nuovi casi che abbiamo oggi: “Se abbiamo chiuso allora, perché riaprire adesso?”. Parla il virologo Andrea Crisanti

Il virologo Andrea Crisanti

Il professor Andrea Crisanti è il virologo del “miracolo” veneto, chiamato a gestire l’emergenza nella regione più vicina alla Lombardia per caratteristiche, sociali e morfologiche: non è una scienza esatta, i fattori da considerare sono troppi, ma è fin troppo evidente che il Coronavirus ha preso due strade ben differenti, in due regioni separate da un lago, qualche montagna e poche decine di chilometri.

"Non ha senso riaprire adesso"

In tanti come lui si chiedono se abbia effettivamente senso smorzare il lockdown dal 4 maggio in poi. Quando i dati, se a questi ci dobbiamo affidare, dicono ben altro: in Lombardia si viaggia al ritmo di quasi un migliaio di nuovi casi al giorno, con un tampone su dieci che è sempre positivo, in media più di cento decessi al giorno, più di 8mila (anche se in calo) ricoverati in ospedale.

Per il noto virologo, intervistato da Adnkronos, “il modo in cui è stata impostata la Fase 2 è senza criterio scientifico: non vedo il razionale – spiega – perché basta pensare a un dato. Abbiamo chiuso l’Italia, l’8 marzo scorso, con 1.797 casi al giorno e la riapriamo tutta quanta insieme con circa duemila. E’ una cosa senza metrica”. Gli ultimi aggiornamenti della Protezione civile confermano 1.739 nuovi casi al 27 aprile.

"Speriamo che il caldo uccida il virus"

C’è da sperare che da qui a una settimana il virus scompaia? “Non ci resta che sperare che il caldo uccida il virus”, dice ancora Crisanti. “Ci si è mossi senza considerare le differenze regionali, senza valutazioni del rischio – continua il virologo – Il metodo alternativo era aprire un primo gruppo di regioni, con situazioni differenti a livello epidemiologico e sociale e con diverse capacità di risposta, per capire quale dinamica si sarebbe innescata”. 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Per Crisanti il rischio è “elevatissimo”, e si potrebbero vanificare gli sforzi di questo mese e mezzo, “e dover ricominciare tutto da capo”. Tra le regioni italiane, infatti, le differenze sono ancora enormi: Lombardia e Piemonte arrancano, il Veneto sembra reggere bene, in certe zone del Sud Italia (dalla Sardegna alla Basilicata) ad oggi si contano solo poche centinaia di casi. Ma ormai il dado è tratto: anche a Brescia sono migliaia le aziende aperte e decine di migliaia i pendolari già al lavoro. Si vedrà.
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus: primo bambino positivo in una scuola bresciana, classe in isolamento

  • Masturbava ragazzini al parco, in cambio gli comprava scarpe e spinelli

  • Precipita per oltre 8 metri: muore sotto gli occhi dei nipotini di 6 e 8 anni

  • Incidente in A4 tra Desenzano e Brescia: chilometri di code

  • Colpo di pistola in Commissariato: agente muore dopo il trasporto in ospedale

  • Abbandonata dal marito, chiedeva l'elemosina in paese, è stata uccisa dal figlio che avrebbe dovuto proteggerla

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
BresciaToday è in caricamento