Coronavirus

Carabinieri in ospedale dove tutto è cominciato: aperta un’inchiesta per epidemia colposa

Prime perquisizioni negli ospedali lombardi: la Procura ha aperto un’inchiesta (contro ignoti) per epidemia colposa. Cos’è successo a fine febbraio all’ospedale di Alzano Lombardo?

I carabinieri in ospedale, prime perquisizioni ad Alzano Lombardo: la Procura di Bergamo ha aperto un’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria a partire dal nosocomio Pesenti Fenaroli, in Val Seriana, territorio considerato tra i più colpiti dal Covid-19, tra i focolai più numerosi (Alzano e Nembro) e per questo più drammatici, con centinaia di vittime (quasi 2.500 in tutta la provincia).

Secondo la Procura potrebbe essere stato questo uno degli ospedali che hanno fatto da “miccia” al diffondersi del contagio: gli inquirenti stanno vagliando tutte le piste, in cerca di eventuali responsabilità. Nel dettaglio, il procuratore Cristina Rota ha aperto un fascicolo per epidemia colposa, al momento contro ignoti.

La cronaca dei primi giorni

La cronaca di quanto accaduto nei primi giorni dell’epidemia è tutta nelle mani dei carabinieri. E’ il 22 febbraio quando al Pesenti Fenaroli emergono i primi casi di Covid: quel giorno morirà Angiolina Zambonelli di Alzano, ricoverata in ospedale da più di una settimana. Il tampone confermerà la sua positività al Coronavirus, e con lei altri due anziani residenti a Nembro.

Il giorno successivo, 23 febbraio, l’ospedale verrà chiuso per qualche ora ma poi rapidamente riaperto: intanto il virus avrebbe cominciato a circolare tra corsie e reparti, dove di fatto non sarebbe stata presa nessuna precauzione, almeno in tempi brevi. Da qui l’ipotesi del vero e proprio “focolaio”, che da pazienti e dipendenti potrebbe essersi esteso a macchia d’olio sul territorio.

Zona rossa mancata

A pochi giorni dai primi casi, sarà l’Istituto superiore di Sanità a suggerire l’ipotesi di nuove zone rosse in Lombardia, dopo Codogno e il Lodigiano: tra queste, oltre a Orzinuovi, anche Alzano Lombardo e Nembro. Nessuno ascolterà la richiesta, né il Governo e né la Lombardia. Inutile dunque il rimpallo di responsabilità di questi giorni: il presidente della Regione Attilio Fontana ha accusato il Governo di immobilismo, il suo assessore Giulio Gallera ha ammesso che, bastava volerlo, anche la stessa Regione avrebbe potuto fare una zona rossa in autonomia.
 

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