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Covid: 43 nuovi casi a Brescia, preoccupa la pressione sugli ospedali

L'ultimo bollettino coronavirus certifica il passo del gambero dell'Italia: siamo tornati a due mesi fa. Il trend delle terapie intensive ha mostrato una risalita esattamente speculare alla discesa che aveva portato ai minimi della fine di luglio. Nel Bresciano 43 nuovi positivi

Continua la lotta contro il coronavirus in Lombardia. Martedì 1° settembre altre 242 persone sono risultate positive(a fronte di 16.200 tamponi), 43 delle quali in provincia di Brescia

Ma a preoccupare è l'aumento della pressione negli ospedali: martedì le strutture sanitarie della Regione hanno registrato 17 ricoveri nei reparti covid (il totale è arrivato a 212), mentre le terapie intensive stanno curando 21 persone (una in meno rispetto a lunedì). La lunga scia di morte non sembra aver fine: i decessi (ufficiali) sono saliti a 16.867, due in più rispetto a lunedì.

La provincia lombarda con più casi di Covid-19 è Milano (114), segue Brescia (43), Varese (14), Monza e Brianza, Pavia (10), Mantova (8), Como (7), Lodi (1), Sondrio (0).

La situazione in Italia

Seppure le diagnosi di nuove positività rimangono al di sotto della soglia dei mille nuovi casi (978), crescono i ricoveri in ospedale (+105). E crescono purtroppo i pazienti gravi che necessitano di cure in terapia intensiva (+13): sono 107 in tutto, quando appena lo scorso 29 luglio il ministero della Salute ne segnalava solamente 38.

Come segnalato lo scorso 16 agosto dal noto biologo Enrico Bucci, il trend delle terapie intensive ha mostrato una risalita esattamente speculare alla discesa che aveva portato ai minimi della fine di luglio. "Ci ha rimandato indietro esattamente di 2 mesi, ai valori osservati alla fine di giugno", spiega il docente alla Temple University di Filadelfia.

"La 'risposta con ritardo' delle terapie intensive è iniziata - scrive ancora lo scienziato -. Sono ancora numeri piccoli, ma la derivata di crescita aumenta; non sottovalutiamo questo segnale", avverte Bucci, che invita a prestare maggiori attenzioni e diminuire il più possibile le occasioni di infezione che possono colpire i soggetti più a rischio.

terapie intensive e ricoveri covid-2

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