Coronavirus, dalle scarpe agli alimenti: come comportarsi e quali precauzioni prendere

Le calzature andrebbero lasciate fuori dalla porta? E come comportarci con i cibi che consumiamo? Sui social e nelle chat il dibattito è aperto: gli esperti fanno chiarezza

Foto d'archivio

È vero che sarebbe meglio uscire usando un solo paio di scarpe che al rientro andrebbero lasciate fuori dalla porta? L'audio con il suggerimento sta facendo il giro delle chat di tutta Italia: la tesi di fondo è che il virus riuscirebbe a rimanere vivo fino a nove giorni sull’asfalto. I virologi sono molto scettici sulla veridicità della teoria dei nove giorni, ma ad ogni modo consigliano come buona norma igienica di tenere le scarpe fuori dalla propria abitazione. 

"Contagio da superfici è marginale"

Secondo il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, i dati "mostrano come il virus può sopravvivere da qualche ora a qualche giorno laddove su queste superfici rimangano completamente protetti o non vengano esposti a pulizia a opere di disinfezione o a fenomeni naturali come sole e pioggia. Ma sappiamo anche che è molto sensibile ai disinfettanti a base di cloro e alcol e che si trasmette attraverso droplet o contatto attraverso mano".  Mantenere una corretta igiene è dunque consigliato. Per Franco Locatelli (ISS), "l'eventuale contagio attraverso superfici è assolutamente marginale rispetto a quello interumano, che resta la vera modalità di trasmissione".

"Il virus - ha detto Locatelli - per replicarsi ha bisogno di cellule, da solo non ce la fa, è possibile che le goccioline di saliva cadendo su superfici in ambienti domestici o di lavoro per un po' mantengano queste cellule ma è proprio per questo che raccomandiamo di lavarsi spesso e bene le mani".

Il virologo dell'università Statale di Milano Fabrizio Pregliasco spiega: "È vero, il virus può sopravvivere qualche giorno, ma con una carica virale irrisoria. La sporcizia, ovvero il substrato organico, può in qualche modo facilitare la sopravvivenza del microrganismo, ma è davvero irrisoria la quota che può essere portata dalle scarpe. Inoltre, questi virus sopravvivono sulle superfici "laddove non vengano esposti a disinfezione ma anche elementi come sole, pioggia, intemperie". Il consiglio è comunque quello di essere prudenti. Parola d'ordine, ancora una volta, igiene accurata delle mani e pulizia ambienti.

Lopalco: "Lasciare le scarpe fuori casa è una buona abitudine"

Secondo Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell'università di Pisa, "in questo momento la diffusione del virus è interumana per contatto diretto o ravvicinato. La possibilità che il virus persista sull’asfalto e sui pavimenti e possa successivamente generare aerosol, oltre a non essere confermato scientificamente, oggi non dovrebbe preoccuparci.  Potrà rappresentare motivo di preoccupazione quando la circolazione interumana si fosse fermata e si temesse il rischio di un serbatoio ambientale che rimetta in circolazione il virus".

Detto questo Lopalco invita comunque i cittadini a lasciare le scarpe fuori casa ("è una buona abitudine che resterà utile per il futuro"), ma non ritiene una buona idea, in questo momento, sprecare risorse preziose per disinfettare le strade come sta avvenendo in alcuni Paesi asiatici. 

Coronavirus, come comportarsi con i vestiti?

Delle scarpe dunque si è appena detto: come comportarsi però con i vestiti? Vanno immediatamente lavati al rientro o è sufficiente lasciarli un po’ all’aria aperta? Per Walter Ricciardi dell'Oms, "lasciare fuori casa scarpe e vestiti è una buona norma igienica, bisogna sempre 'disinnescare' oggetti e vestiti per chi va a contatto con ambienti potenzialmente contaminati e poi lavarsi accurantamente le mani". Anche per questo, ha sottolineato l'esperto, "la pratica della disinfezione di strade e superfici è molto importante, così come è necessario mantenere le distanze e lavarsi spesso le mani". Convinzione condivisa anche da Brusaffero che ha invitato i cittadini a mantenere sempre un'igiene adeguata di mani e di tutto ciò che si tocca, compresi indumenti e scarpe.

Coronavirus, gli alimenti sono sicuri? Quali precuazioni prendere?

Un altro tema di cui si sta molto dibattendo sui social e nelle chat riguarda gli alimenti. Possono veicolare il virus nelle nostre case? Come dobbiamo comportarci? Secondo il presidente dell’ISS Brusaferro "è altamente improbabile" che la malattia possa essere trasmessa "con i cibi confezionati", anche se è "una possibilità che non possiamo escludere".

Le precauzioni comunque non sono mai troppe. Antonello Paparella, professore di Microbiologia alimentare all’università di Teramo, ha spiegato al 'Fatto Alimentare' che sarebbe meglio "tenere separati gli alimenti cotti e crudi durante la conservazione: in frigorifero la verdura deve restare nel suo cassetto, carne e pesce crudi in contenitori a tenuta e gli alimenti cotti in recipienti coperti. Senza dimenticare di usare, dopo la cottura, utensili diversi da quelli impiegati per gli alimenti crudi e di lavare accuratamente le mani prima e dopo la preparazione".

Il virus non sopravvive al processo di cottura, e dunque per gli alimenti da cuocere possiamo andare sul sicuro, a patto di rispettare le corrette norme di igiene. Per i cibi crudi - spiega Paparella - il rischio è molto basso in quanto raramente questi alimenti vengono conservati "subito dopo la raccolta o la produzione", e durante il tempo necessario per la distribuzione "il virus dovrebbe perdere vitalità". Ciò nonostante il consiglio dell’esperto è comunque quello di lavare accuratamente frutta e verdura e di pulire adeguatamente le superfici della cucina. Le precauzioni tavolta possono apparire inutili, ma in questo caso non sono mai eccessive.

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Fonte: Today.it

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