Da Wuhan alla Lombardia: la teoria del complotto che collega Coronavirus e reti 5G

Non bastavano le fake news sull'emergenza in atto: un nuovo (e più inquietante) fenomeno è in atto sui social. I detrattori del 5G collegano la diffusione del Coronavirus alle nuove reti Internet

Foto di repertorio

"Connessione 5G e Coronavirus. Le Prove: la terza guerra mondiale è già in atto." Questo l'emblematico e allarmistico titolo di uno dei tanti video complottisti caricati su YouTube.

A diffondere il filmato, che ha ottenuto ben 22 mila e 338 visualizzazioni, è un uomo di circa 50anni che in maniera palese aderisce alle teorie cospirazioniste contro le reti 5G di produzione cinese. Gruppi e pagine che si basano sulla teoria del complotto si stanno moltiplicando sui social: in Italia come nel resto d'Europa.

Nel filmato, lungo 14 minuti, il 50enne sostiene di avere le 'prove' che all'origine dell'epidemia di Coronavirus ci sia la tecnologia sviluppata in Cina. La 'prova regina', così la definisce l'autore del video, sarebbe la recente decisione presa dagli Stati Uniti di vietare l'utilizzo del 5G negli Usa. Una scelta letta a piacere come misura per contrastare il diffondersi del Coronavirus, che, stando ai complottisti (privi di alcuna credibilità scientifica) sarebbe causato da un avvelenamento da radiazioni provocato proprio dalle reti di nuova generazione.

Due le altre ipotesi a sostegno della correlazione tra il Coronavirus e le reti Internet. La prima è una banale constatazione: Wuhan, primo focolaio del virus, è stata anche la prima città cinese a sperimentare il 5G. È vero, ma non è stata l'unica: la tecnologia è stata introdotta in via sperimentale in altre 16 città. Inoltre non viene spiegato in alcun modo il rapporto causa-effetto tra i due dati di fatto; più che una prova, un delirio privo di fondamento.

I cospirazionisti sostengono che il 5G faccia crollare il sistema immunitario umano. A supporto di questa tesi ci sarebbero anche degli studi: indipendenti e mai approvati o confermati dalla comunità scientifica. Anche in questo caso le loro teorie, che raccolgono tanto consenso sui social, non si basano in alcun modo sui fatti. Ecco perché anche YouTube starebbe cercando di ridurre il numero dei filmati che trattano dell'argomento.

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La miglior difesa resta una sola: credere solo alle fonte ufficiali e, soprattutto in questo momento di forte crisi, restare a casa e limitare i contatti con le altre persone. Questa non è la teoria di qualche perditempo amante del complotto, ma la supplica di migliaia di medici che - da lunghi giorni - sono in prima linea a fronteggiare un'emergenza sanitaria senza precedenti nel secondo dopoguerra.

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