Emergenza coronavirus: cos'è il droplet, il nuovo dispositivo anti contagio

La formula del “droplet”, che prevede distanze di almeno 1 metro per limitare i rischi di contagio, è il meccanismo principale del nuovo Decreto del presidente del Consiglio

La vita sociale è permessa, ma non a meno di un metro di distanza: è questa una delle modalità anti-assembramento presente nel nuovo Decreto del presidente del Consiglio ufficialmente operativo in tutta Italia per il contenimento del coronavirus. Le misure più stringenti, ovviamente, sono in Lombardia, dove ad oggi si registrano quasi il 60% dei contagi, e dove di fatto tutto è cominciato (nella zona rossa in provincia di Lodi).

Il meccanismo del “droplet”

Il meccanismo portante del Decreto, comunque, è il cosiddetto principio del “droplet”: dall'inglese, letteralmente, “gocciolina”. E' il principio secondo cui le gocce di saliva, potenzialmente infette, si disperdono nell'aria senza fare danni quando la distanza tra le persone supera i 100 centimetri, insomma un metro. L'efficacia del “sistema” è ovviamente esponenziale alla distanza: a 2 metri tra una persona e l'altra il contagio è pressoché impossibile.

Come funziona

Dunque è su questa “concessione” che si modellano i nuovi decreti dello Stato, che dunque permettono l'assembramento purché a distanza controllata. Quindi per la “formula” del droplet, che sia al ristorante o in chiesa tutto è concesso, ma a distanza di almeno un metro. Nelle prossime ore si dovrà comunque fare chiarezza su chi dovrebbe controllare l'applicazione della misura: non esistono forze così numerose per un controllo capillare, soprattutto in un momento di emergenza come questo.

Le novità del Decreto

In ogni caso, il Decreto del presidente del Consiglio ha di fatto sospeso le lezioni per un'altra settimana, sia della scuola dell'obbligo che l'università, così come alcune partite dal campionato di calcio: le attività sportive si potranno svolgere all'aperto, ma solo a porte chiuse. In Lombardia sono chiusi fino all'8 marzo (compreso) sia le palestre che i centri sportivi e le piscine. Riapriranno invece i musei e gli “istituti della cultura”, a condizioni che venga assicurata una modalità di fruizione contingentata, in modo da evitare assembramenti di persone.

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La formula del “droplet” fa parte delle condizioni per la riapertura delle chiese e dei luoghi di culto: i frequentatori dovranno rimanere ad almeno un metro di distanza l'uno dall'altro. La stessa norma è valida per i bar, i ristoranti, le attività commerciali in generale (dal prossimo weekend saranno riaperti anche i centri commerciali). Stop invece a tutte le manifestazioni di “carattere non ordinario” aperte al pubblico.

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